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Quando arriva il momento di valutare lo svolgimento del test di Neer, è perché forse sei di fronte a un paziente con possibile sindrome da conflitto subacromiale, conosciuta anche come sindrome da impingment. 

Proseguendo nella lettura di questo articolo, ti faremo conoscere non solo le tecniche per eseguire il test Neer, ma anche i casi in cui è utile svolgerlo, in base ai pazienti che ti troverai a trattare. 

Prima di affrontare direttamente il test, tuttavia, sarà necessario dedicare la dovuta attenzione alla conoscenza (o all’approfondimento, nel caso avessi già una infarinatura) della sindrome da impingment.

Siamo certi che troverai molti spunti interessanti, sia che tu sia già un operatore del settore, sia che stia valutando di iniziare una carriera in tal senso. 

Ecco cosa dovresti sapere, quando si parla di Neer test spalla e delle patologie che riguardano, appunto, la zona della spalla.

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Sindrome da impingment o sindrome da conflitto subacromiale: di cosa si tratta?

La sindrome da impingment o da conflitto subacromiale è una patologia che interessa la regione della spalla e che causa dolore, dovuto alla compressione di un tendine. Si tratta del tendine afferente al muscolo sovraspinato, e che provoca dolore in particolare durante due specifici movimenti del braccio: il sollevamento e l’abbassamento.

Il dolore è dovuto al fatto che il tendine del muscolo sovraspinato subisce una compressione (ecco perché la sindrome viene definita con il termine impingment).

Dando uno sguardo alla struttura anatomica della spalla, questa è costituita dalla cosiddetta cuffia dei rotatori, formata da articolazioni, muscoli e tendini che sostengono, appunto la spalla stessa. I tendini presenti sono i seguenti:

  • Sovraspinato
  • Piccolo rotondo
  • Sottospinato
  • Sottoscapolare

Durante il sollevamento della spalla, lo spazio posto fra l’acromion e l’omero si restringe, riducendo l’area in cui sono allocati i tendini della cuffia dei rotatori. 

Quando certi gesti vengono ripetuti nel tempo per ragioni di allenamento sportivo o atletico o nel corso dello svolgimento di alcune mansioni lavorative ripetitive, l’attrito prolungato tende a generare un’infiammazione. Nei casi più seri, i tendini della cuffia dei rotatori possono addirittura lesionarsi o rompersi.

Quali sono i sintomi evidenziati dal paziente, che richiedono deil test di Neer

Un paziente che soffre di sindrome da conflitto subacromiale, lamenta dolore all’altezza della spalla.

Inizialmente il dolore viene avvertito nel movimento di abbassamento o quando alza il braccio oltre i 45° gradi ma con il passare del tempo, i sintomi vengono percepiti anche durante le ore del sonno o eseguendo piccoli e ordinari movimenti quotidiani e di routine.

I sintomi possono comunque essere vari, tra i più comuni il paziente riferisce i seguenti:

  • Dolore esteso dal braccio alla spalla
  • Dolore notturno
  • Atrofia localizzata a livello tendineo e muscolare
  • Mobilità limitata di tutto l’arto superiore, in particolare durante i movimenti di elevazione

Dagli studi emerge che statisticamente sono gli uomini ad esser maggiormente colpiti dalla sindrome, specialmente dopo aver superato i 50 anni di età. I soggetti più esposti al rischio di sindrome sono tutti coloro impegnati con continuità in attività che implicano l’uso del braccio sollevato. Sono quindi considerati più a rischio gli atleti di pallanuoto, quelli che praticano in lancio del peso, i lavoratori del campo dell’edilizia (muratori e anche imbianchini).

Il test di Neer: come eseguirlo 

Un paziente che lamenti dolore alla regione anteriore laterale della spalla, che si acuisce durante il movimento della stessa, molto verosimilmente richiede l’esecuzione del test. 

Con un sospetto di sindrome da conflitto sottoacromiale, meglio procedere con il test. In che modo dunque svolgere il segno di Neer? Non si tratta di una pratica complessa, tuttavia è importante eseguirla con competenza. 

Il suo scopo è quello di riprodurre il meccanismo conflittuale, nel modo che segue.

Ci si posiziona alle spalle del paziente e gli si solleva con una mano il braccio in maniera passiva, mentre l’altra mano mantiene la stabilità della scapola. 

Si attiva quindi una flessione anteriore in lieve abduzione. Se presente il conflitto anteriore, il paziente sente dolore quando il braccio è posizionato tra i 65° e i 125° gradi circa. 

I test principali da eseguire, oltre quello di Neer, possono essere i seguenti:

  • Test di Hawkins: si flettono a 90° gradi il gomito e la spalla del paziente e, ponendosi davanti a quest’ultimo, gli si fa eseguire una intrarotazione , tenendo fermo il gomito e facendo cadere dolcemente l’avambraccio verso il basso, in modo da provocare un conflitto tra la regione del sovraspinato (trachite) e il legamento coraco acromiale.
  • Test di Gerber: ci si posiziona frontalmente al paziente e gli si fa flettere il braccio a 90° gradi, con flessione del gomito, portandolo quindi in adduzione prima e intra rotazione poi. In tal modo la distanza tra l’omero e il coracoide viene ridotta, provocando il conflitto. Se il paziente avverte dolore, il test è positivo.
  • IRRST (International Rotation Resistance Strength Test: con il paziente che volge le spalle all’operatore, gli si tiene il braccio a 90° gradi in abduzione e gli si fa eseguire prima la extra rotazione e poi la intra rotazione. Il test risulta positivo se il paziente presenta resistenza alla rotazione.
  • Test di Yokum: con questo testo il paziente viene fatto sedere con la mano della spalla interessata posizionata sull’altra spalla. Gli si fa quindi spingere il gomito verso l’alto, mentre l’operatore cerca di opporre resistenza. In tal modo si crea un conflitto e, se presente una tendinopatia, il paziente avverte dolore.

Test di Neer e manipolazione riabilitativa: un supporto efficace per il paziente

Quella che fino alla fine dell’Ottocento era definita periartrite scapolo omerale, nel 1972 trovò una denominazione più precisa che identificò una vera e propria patologia. In quell’anno infatti per la prima volta Neer parlò di sindrome da impingment per descrivere il conflitto meccanico dei tendini della cuffia dei rotatori e della borsa sottoacromiale.

Fu Neer anche a suddividere la patologia in tre stadi:

  • Il primo era riconoscibile per l’infiammazione acuta della borsa e del tendine (principalmente del sovraspinoso)
  • Il secondo era caratterizzato dalla degenerazione (o fibrosi) di borsa e tendine
  • Il terzo identificabile con la rottura del tendine e delle modificazioni delle ossa

Se lo stadio della sindrome non è avanzato, è sempre preferibile intervenire con la terapia riabilitativa. Lo scopo è quello di ripristinare l’equilibrio muscolare.

Massaggi e tecniche di stretching sono una giusta strada da intraprendere, per preservare tono e forza muscolare e aiutare il paziente a ridurre il dolore.

In particolare il tuo intervento come specialista è focale, per pianificare un programma mirato e individuale. 

Un trattamento riabilitativo eseguito in maniera corretta e tempestiva, può addirittura essere risolutivo per la patologia, evitando al paziente il ricorso alla cura farmacologica o medica.

In particolare, le prime sessioni sono orientate proprio alla riduzione del dolore e al recupero del movimento a livello articolare. Si mettono a punto manovre di mobilizzazione sia passiva che attiva, con incluso massaggio rilassante e decontratturante. 

Il secondo step del trattamento riabilitativo prevede un lavoro di recupero della muscolatura, proprio affinché recuperi tono ed equilibrio. Si fanno di norma eseguire al paziente esercizi proprioricettivi lavorando sulla coordinazione inizialmente e proseguendo poi con movimenti più intensivi, soprattutto se il paziente è uno sportivo. 

Per questa ragione, l’esecuzione del test di Neer va gestita in tempi rapidi per rivelare la sindrome ed agire con un adeguato piano di trattamento.

Conclusioni

Del test di Neer ormai avrai appreso molti dettagli in più, rispetto alle nozioni di cui eri al corrente, prima della lettura di questo facile prontuario. 

Si tratta di un test importante che ti aiuta a individuare se il paziente sia affetto da sindrome da impingment o altrimenti detta sindrome da conflitto subacromiale. 

Quest’ultima è una vera e propria patologia che interessa la spalla, specialmente quando si eseguono movimenti di abbassamento e sollevamento. 

La sindrome investe il braccio e la zona della cuffia dei rotatori, a livello tendineo, articolare e muscolare. In particolare, riguardo ai tendini, sono coinvolti il sovraspinato (principalmente), il piccolo rotondo, il sottospinato e il sottoscapolare.

A causa di un restringimento, i tendini vengono compressi e questo causa dolore al paziente. Se non si interviene in tempo, si può addirittura arrivare alla rottura dei tendini.

Tra i sintomi più frequenti, oltre al dolore, il paziente presenta dolori durante il sonno, atrofia e limitazione della mobilità, in particolare durante il movimento di sollevamento.

Da operatore puoi ricorrere al test Neer spalla e individuare la presenza della sindrome. Il test è abbastanza semplice, perché si svolge posizionandosi di spalle al paziente e facendogli sollevare e il braccio passivamente, tenendogli ferma la scapola. 

Se il paziente avverte dolore, allora si registra un test Neer positivo. Altri test possono comunque essere eseguiti, come quello di Hawkins, di Gerber, di Yokum, di IRRST.

Neer, che mise a punto questo test, suddivise comunque la sindrome in più stadi, dal meno acuto a quello che riporta la rottura del tendine o alterazioni ossee. 

Intervenendo in tempi adeguati, puoi aiutare il paziente con un trattamento riabilitativo e talvolta riuscire a ottenere risultati risolutivi, che permetteranno al paziente di ricorrere a interventi invasivi.

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