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Un cliente ha chiesto di ottenere appuntamento per una seduta di massaggio californiano e ti sei sentito letteralmente spiazzato, per non averne mai sentito parlare? Confrontandoti con un collega hai scoperto dell’esistenza dei massaggi californiani e per non sfigurare hai ostentato una conoscenza che in realtà non hai? Succede e si può rimediare.

Tra non molto il massaggio californiano emozionale non avrà segreti per te. Abbiamo preparato infatti questo piccolo prontuario, che contiene tutte le principali informazioni al riguardo. Al termine della lettura potrai dire anche tu la tua, senza fare scena muta difronte a colleghi o pazienti… ma soprattutto potrai aggiungere una competenza ulteriore al bagaglio professionale che da tempo stai costruendo.

Partiremo dalle base di questa tecnica di manipolazione, dalle sue origini e dai benefici che può apportare, se correttamente eseguito. Proveremo anche a conoscere alcune (poche) controindicazioni che ti saranno d’aiuto per sapere quando non è la soluzione più adatta con determinati pazienti. Inoltre potrai sapere come realizzarlo e con quali tempi.

Il resto, dipenderà dalla tua voglia di imparare, dalle tue motivazioni nel voler svolgere la professione con competenza e dall’attenzione che rivolgerai caso per caso ai tuoi pazienti, perché anche il massaggio californiano non va improvvisato.

Se sei pronto, non ci resta che iniziare.

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Le origini del massaggio californiano e le sue principali caratteristiche

Il nome di questa tecnica di manipolazione non trae certo in inganno. Le sue origini risalgono effettivamente allo stato americano della California, quando insigni specialisti e terapeuti decisero di mettere a punto una tecnica specifica che aiutasse il recupero psico – fisico dei soldati che rientravano dalla guerra in Vietnam, provati nel corpo e nell’anima.

Il loro stato, particolarmente quello psicologico, era di fatto talmente disastroso che si rese necessario approntare qualcosa di molto intensivo, per aiutarli a riambientarsi e rientrare con meno danni possibili alla vita “normale”.

Partendo da questa base il massaggio californiano si prefiggeva in primis di colmare un vuoto sentimentale, di armonia ed equilibrio dei reduci, e negli anni è stato adottato da un numero sempre crescente di professionisti.

Ne deriva che le principali caratteristiche del massaggio californiano possono essere riassunte con la fluidità dei movimenti derivanti da una tecnica di manipolazione particolarmente avvolgente che punta a distendere le tensioni. L’empatia che instauri con il paziente è più che mai importante, dal momento che devi poter accedere alle sue più intime preoccupazioni o cogliere paure e timori, adattando di conseguenza i tuoi movimenti e il suo respiro.

Il fine di un massaggio californiano mira dunque a recuperare le angosce più insite del paziente, che spesso nasconde anche a se stesso come forma di difesa verso buchi neri dell’anima lasciati in angolo ma che sortiscono effetti anche sul vissuto di ogni giorno.

Massaggio californiano: benefici e conseguenze sul paziente trattato

Se interagisci in maniera corretta e profonda con il paziente, entrando nelle sue paure più insite o andando a pescare incubi irrisolti nel corso di un massaggio californiano i benefici saranno percepiti fin dai primi minuti della seduta.

L’attenzione e la sensibilità da parte tua sono chiamate a partecipare nella loro espressione più alta, dal momento che punti ai sentimenti e all’anima del paziente, per aiutarlo a ritrovare un’armonia perduta per eventi o traumi subiti.

Nello specifico del massaggio californiano le manovre seguono movimenti fluidi e continui, perciò l’uso di unguenti è un valido supporto per rendere più omogenee le manovre e non perdere mai il contatto con la pelle del paziente.

Il movimento delle mani segue disegni molto ampi, che descrivono quasi una danza armoniosa lungo i fasci muscolari del paziente.

Il beneficio principale è ovviamente quello di ottenere un risultato di estremo relax per il paziente, soprattutto nei livelli più profondi del suo stato psicologico e non è un caso che venga descritto anche come massaggio californiano bioemozionale. Puoi ricorrere a questa tecnica in molte disarmonie del paziente e in particolare nei casi di:

  • Problemi legati all’alimentazione, quali la bulimia o l’anoressia, nel raggiungimento di una percezione del sé più profonda
  • Stati d’ansia o depressivi, dal momento che il massaggio californiano lavora sul sistema nervoso creando uno stato psicologico di maggiore rilassamento
  • Disfunzioni legate al processo digestivo, in quanto le manovre correttamente eseguite aiutano a eliminare le tossine e a favorire il normale processo gastro intestinale
  • Problemi della pelle come la secchezza, perché durante un massaggio californiano in corso si favorisce il ripristino del corretto flusso vascolare, l’eliminazione delle cellule morte e la rigenerazione del tessuto epidermico
  • Stati di ipertensione, grazie agli effetti e ai benefici di tale manipolazione sulla circolazione del sangue e sulla ossigenazione dei tessuti, che aiutano a ripristinare la regolare pressione sanguigna

Nel massaggio californiano i benefici sono evidenti e abbracciano una sfera ampia di effetti positivi che alla fine si ripercuotono sullo stato mentale e sul benessere del paziente.

Le tecniche principali del massaggio californiano: semplici, continue, efficaci

Lo abbiamo già evidenziato più di una volta: le tecniche del massaggio devono poter predisporre il paziente ad un risultato finale di totale rilassamento e per tale scopo, le manovre iniziano in maniera molto lenta e dolce.

Si parte dalla zona cervicale e lentamente si procede fino a raggiungere i piedi. Durante questa fase è molto importante riuscire a instaurare con il paziente un legame, un rapporto di fiducia e sintonia. Dopo questo primo step, puoi iniziare a lavorare sulle terminazioni nervose e sui muscoli, mantenendo sempre un ritmo lento e continuo, senza mai perdere il contatto della pelle.

Il trattamento viene svolto su entrambi i lati del corpo del paziente e mediamente la durata è di 50 – 60 minuti per ogni sessione, sebbene talvolta potresti considerare una durata maggiore, fino a circa 90 minuti di lavoro.

Saranno necessarie comunque più sedute, affinchè i benefici possano raggiungere il più profondo delle preoccupazioni, delle tensioni del paziente e anche perché i suoi benefici possano durare più a lungo. Se eseguito in maniera appropriata, il paziente potrà sciogliere tensioni, blocchi e irrigidimenti soprattutto a livello emozionale.

Per quali pazienti è indicato il massaggio californiano

Data la delicatezza nell’esecuzione del massaggio californiano, esso può adattarsi a qualsiasi soggetto, tuttavia vi sono alcuni casi in cui potrai valutare se sia il caso o meno di procedere con una tecnica di questa tipologia.

In particolare, sarebbe meglio evitare di ricorrere al massaggio californiano quando hai pazienti che presentano delle dermatiti o forme di dermatosi, che rischierebbero di infiammarsi. Preferibile evitare questa tecnica anche con i pazienti che hanno subito lesioni cutanee o traumi. Inoltre meglio non eseguire le manovre di questo particolare massaggio anche quando il paziente si presenti con stati febbrili o quando siano in corso delle patologie infettive.

In generale con gli stati di infiammazione in corso sarebbe meglio non contemplare di ricorrere al californiano, così come nei casi di edema dovuto a insufficienza cardiaca oppure quando sul paziente siano in corso flebiti o tromboflebiti.

Infine è da tralasciare se vi siano patologie afferenti al sistema nervoso centrale a cui conseguono delle spasticità.

Esclusi i casi appena indicati, in linea di massima puoi ipotizzare il trattamento californiano su tutti i pazienti, dopo una accurata valutazione del singolo caso. Importante quindi raggiungere un livello di competenza tale che ti permetta di poter stimare in maniera adeguata quando e come intervenire, a seconda del paziente che ricorre alla tua professionalità.

Grandi benefici e risultati evidenti, se sai come eseguire il massaggio californiano

Il massaggio californiano ha grandi potenzialità, specialmente perché ha come obiettivo quello di raggiungere i livelli più profondi dell’anima, in particolare di quei pazienti che sono reduci da traumi, paure o preoccupazioni irrisolti.

Il tuo compito di operatore assume così un significato terapeutico non solo dal punto di vista funzionale fisiologico ma in particolare dal punto di vista emozionale e intimo.

Questa tecnica di massaggio fu infatti messa a punti da specialisti autorevoli a cui fu consegnato il complesso incarico di riportare i reduci di guerra del Vietnam ad uno stato psico – fisico il più possibile normale, dopo incubi psicologici e traumi fisici vissuti in guerra. Una ardua missione che, proprio per essere tale è però in grado di ottenere risultati forti e decisivi, nello stato mentale del paziente.

Le manovre di esecuzione del massaggio sono sicuramente fluide, dolci, continue ma allo stesso tempo hanno il potere di raggiungere gli strati più profondi che incidono sul sistema nervoso in maniera molto determinante.

La competenza, la sensibilità, la sintonia sono elementi base dei quali non puoi fare a meno se vuoi applicare il massaggio californiano nel modo corretto e ottenendo i risultati sperati.

Il paziente, dal suo canto, potrà trarre molti benefici: un rilassamento totale, il miglioramento del flusso vascolare, l’ossigenazione dei tessuti, notevoli cambiamenti in positivo sulla digestione e sugli stati depressivi o legati allo stress. Alla fine ne risulterà un recupero importante dell’armonia e dell’equilibrio che vicissitudini o traumi hanno minato o stravolto per breve o lungo tempo.

Specializzarti nel massaggio californiano è quindi una missione, una grande responsabilità che, consapevolmente, decidi di assumerti nei confronti del paziente, nell’istante in cui decidi di ricorrervi. Questo massaggio viene insegnato prevalentemente in corsi per massaggiatori.

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