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La Medicina Manuale appartiene alla famiglia delle medicine alternative, ovvero quel gruppo di pratiche diagnostiche e terapeutiche non inserite nel contesto della medicina ufficiale in quanto caratterizzate da metodologie non convenzionali.

A differenza delle altre terapie, però, la Medicina Manuale è ammessa anche tra i metodi generalmente verificati, rappresentando un unicum in questa categoria.

Era impossibile non tenere conto, infatti, dell’evidenza empirica e dei risultati ottimali raggiunti per la cura delle sindromi dolorose dell’apparato locomotore.

La Medicina Manuale e cenni di storia

La medicina manuale è, quindi, considerata parte integrante della medicina Convenzionale, ovvero quelle terapie mediche praticate da professionisti nell’ambito sanitario come anche la Terapia Manuale Ortopedica.

La prima codificazione delle tecniche manipolative risalì a H. Ling, inventore della ginnastica svedese e maestro d’armi da cui vennero ridefinite poi specifiche tipologie di terapie adibite alla risoluzione dei diversi malesseri.

Il fautore, invece,  della moderna terapia manipolatoria fu A.T. Still, un medico americano che per primo sperimentò un gran numero di tecniche manipolative della colonna e si convinse, per primo, che la medicina sinora conosciuta non era in grado di far fronte alla reale necessità di risoluzione delle malattie.

Proprio per questo si rese artefice di una nuova dottrina medico-filosofica che lui definì osteopatia entro cui individuò la lesione osteopatica come la causa della perdita delle difese e delle immunità degli organi, rendendoli inermi di fronte alla malattia.

La terapia manuale in Europa giunse nel corso degli Anni Venti per opera di J. B. Mennel in Inghilterra, mentre il suo successore, J. Ciriax, fu capace di sviluppare un sistema terapeutico per le lesioni degli arti basato su manipolazioni, infiltrazioni, deep massage (Medicina Ortopedica).

Ma fu intorno il 1960 che, grazie a Maigne, fu possibile trasformare la Medicina Manuale in una scienza consolidata nonché riconosciuta a livello internazionale.

Rifiutando l’esistenza di sublussazioni e di blocchi vertebrali, Maigne individuò una sindrome clinica specifica definita Disturbo Invertebrale Minore (DIM), il disturbo comparato ad una mini-distorsione cronica del rachide e cercò di codificare una semeiotica diretta all’individuazione del segmento vertebrale patologico e basato sulla provocazione del dolore come test diagnostico.

Manipolazione Vertebrale prima, durante e dopo il trattamento

La manipolazione, infatti, è un gesto medico terapeutico e come tale bisogna preventivamente definire la condizione del paziente attraverso un esame anamnestico ed obiettivo generale, basandosi su alcuni elementi semeiologici composti:

  1. Diagnosi generale in maniera tale da escludere lesioni maggiori come quelle infiammatorie e/o macro traumatiche che posso inizialmente manifestarsi solo con i segni di un DIM.
  2. Diagnosi locale per capire la tipologia di manipolazione da eseguire e l’indicazione medica, a seconda dei motivi generali e locali come l’età e lo stato generale
  3. Diagnosi di indicazione tecnica, ovvero se sia realmente applicabile la regola del non dolore e del movimento contrario di Maigne. Nel caso in cui questo non fosse possibile, la manovra non potrebbe essere eseguita.

La seduta

Dopo la visita iniziale approfondita e capita quale sia la parte e/o il malessere su cui intervenire può iniziare la terapia vera e propria.

Generalmente il trattamento di medicina manuale si esegue in tre tempi:

  1. La messa in posizione del Paziente e dell’operatore. Non solo il paziente dovrà assumere una posizione consona in maniera tale da favorire le manovre ma anche l’Operatore in maniera tale da non provocare possibili danni al cliente/paziente.
  2. La messa in tensione. Individuato il segmento da trattare, questo è mobilizzato passivamente dall’operatore fino a che non incontra una resistenza. È proprio su quella resistenza che l’operatore dovrà insistere senza tornare indietro.
  3. Dalla messa in tensione della parte, il movimento si conclude con un breve impulso, un movimento rapido e molto limitato che vince sulla resistenza dell’articolazione e che dovra subito cessare per non determinare una lussazione articolare.

La medicina manuale e la classificazione delle manipolazioni

Le manipolazioni possono essere classificate in:

  • Manipolazioni dirette, eseguite attraverso la pressione diretta fatta sulle eminescenze ossee vertebrali sia traverse che spinose
  • Manipolazioni indirette, eseguite utilizzando leve naturali costituiti da testa, spalle e arti attraverso cui è possibile muovere il rachide
  • Le manipolazioni semi-indirette, ossia le manipolazioni realizzate con due punti di appoggio e si dividono a loro volta in:
  • Le manipolazioni assistite utilizzano oltre il braccio di leva anche un altro punto sul rachide e, generalmente, sono le più potenti;
  • Le manipolazioni contrariate che limitano il movimento principale e permettono di proteggere il tratto di colonna vertebrale sopra o sottostante il livello in cui si effettua la manovra.

La medicina manuale e la localizzazione del dolore

Quando sentiamo dolore è davvero difficile spiegare al medico la zona precisa in cui sentiamo il disagio: questo perché il disturbo intervertebrale può generare disturbi locali, dolorosi e/o motori anche nelle zone corrispondenti alla radice del nervo spinale, il cosiddetto referred pain.

Il dolore riferito o Sindrome cellulo-periosteo-mialgica è, in parole povere, il dolore percepito altrove dal suo punto di origine in assenza delle vie nervose a livello della cute e del periostio ove è possibile rilevare contratture muscolari facilmente captabili attraverso la palpazione.

Attraverso la fisiologia vertebrale, il professionista può facilmente capire ove il dolore si genera. Per farlo, è necessario tenere conto di due elementi importanti:

  1. il movimento di un segmento mobile disturbato (DIM) non è sempre assimilabile al movimento fisiologico corrispondente;
  2. L’impiego delle tecniche semi-indirette assistite o contrariate permette di localizzare la manipolazione con molta precisione, senza essere vincolati nella posizione di partenza, se non da quelle legate alla “Regola del non dolore”: cioè di essere liberi di usare la messa in posizione più adatta al reperto semeiologico.

La medicina manuale per quali malesseri è indicata?

In questo blog, ci siamo trovati più volte a parlare di manipolazioni vertebrali e dei malesseri risolvibili tramite essi.

La medicina manuale è la madre delle manipolazioni vertebrali e ,proprio per questo, questa pratica si rende adatto alle sintomatologie elencate anche negli articoli precedenti come:

  • Cefalee di origine cervicale;
  • Le cervicalgie e le cervico brachialgie con possibile dolore riferito al trapezio, alla scapola, alla spalla, all’epicondilo, al tunnel carpale;
  • Dorsalgie di origine cervicale, di origine toracica e di origine costo-vertebrale;
  • Le lombalgie, cruralgie e sciatalgie di origine lombare e toracica bassa;
  • Coccigodinie

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