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La terapia manuale (come abbiamo visto anche negli articoli precedenti) è definita nelle modalità più varie. La sua definizione è , infatti, facilmente reperibile in alcuni libri di testo o nei siti internet e la descrizione varia a seconda delle scuole di pensiero, delle associazioni e, soprattutto delle professioni che si svolgono utilizzando la terapia manuale come quella dei fisioterapisti gli osteopati.

Questa pratica terapeutica include ogni sorta di tecnica, a patto che sia eseguita con l’ausilio delle mani: in questo ambito, sono incluse anche la terapia cranio-sacrale, l’osteopatia, la chiropratica, le manipolazioni, le mobilizzazioni e le diverse tecniche di massaggio.

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La terapia manuale e la terapia manuale ortopedica

La terapia manuale, a volte, però, è associata in maniera erronea a tutti i movimenti che vengono eseguiti con le mani.

È stato, dunque, necessario spiegare la collocazione di una disciplina specifica come la fisioterapia, che persegue i principi di fisiopatologia della medicina tradizionale e, in particolar modo della terapia manuale ortopedica.

Questa tipologia di terapia manuale non ha mai avuto una definizione sintetica e decisa sino al momento in cui l’IFOMPT, The International Federation of Orthopaedic Manipulative Physical Therapists, cercò di definire questa pratica nel 2004, arrivando alla conclusione che:

“La terapia manuale Ortopedica o OMT è una specializzazione della fisioterapia che si pone l’obiettivo di trattare le patologie nell’ambito neuro-muscolo-scheletriche.

Questa terapia è basata sul ragionamento clinico e utilizza, all’interno dei trattamenti altamente specifici, tecniche manuali ed esercizi terapeutici. 

Questa terapia, inoltre, comprende prove di efficacia clinica disponibili sia dall’esperienza scientifica che dalla struttura biopsicosociale di ogni singolo paziente”.

Cos’è  la terapia manuale ortopedica?

Per prima cosa è importante dire che non si tratta di terapia manuale osteopatica, non solo, ma la definizione è utile per capire l’importanza dell’utilità di questa pratica.

Questa branca della fisioterapia infatti è utilizzata nei centri fisioterapici per la cura di fastidi al tratto cervicale come il torcicollo nonchè problemi legati ad infiammazioni del tratto lombare della schiena che possono manifestarsi mentre si è in posizione seduta o quando si eseguono flessioni anteriori del tronco.

Allo stesso modo, la terapia manuale ortopedica si rivela un efficiente terapia per i problemi di schiena, malesseri che è possibile identificare con precisione dopo che le articolazioni siano mobilizzate e trattate. L’approccio cambia se parliamo di manipolazioni vertebrali e ernia discale.

È,inoltre, efficace anche per la cura e il trattamento del dolore nonché il miglioramento della mobilità  di altre articolazioni quali l’anca, il ginocchio e la spalla.

La terapia manuale ortopedica è uno strumento molto utile anche per riprendere la mobilità delle articolazioni dopo interventi chirurgici o traumi sportivi.

In qualsiasi ambiente di lavoro così come in alcune tipologie di attività sportiva, il professionista può essere in grado di effettuare un’analisi sull’ andamento delle movenze e scegliere le misure d’intervento ritenute più appropriate in maniera tale non solo di ri-acquisire il movimento originario ma anche ridurre i rischi di lesione.

La terapia manuale ortopedica e gli esami

Come per tutte le procedure di terapia manuale, anche per quella ortopedica, è necessario eseguire prima del trattamento esami di controllo per verificare se il paziente abbia realmente problematiche che possano essere risolte attraverso questa terapia.

La prima parte, quindi, della terapia manuale consiste in un’anamnesi minuziosa che analizza la problematica e la sua influenza sulla vita quotidiana.

Capire il problema è molto importante per il fisioterapista che poi potrà, attraverso un esame fisico realizzato in maniera approfondita, identificare la causa del problema muscolo- scheletrico.

Le tecniche utilizzate per fare questi test preliminari sono guidati dalle prove di efficacia cliniche e seguono le direttive dell’Evidence Based Medicine (EBM) ovvero l’insieme delle pratiche valide come la ricerca scientifica, l’esperienza del terapista nonché l’aspetto biopsicosociale del paziente.

I risultati che si otterranno dall’intervista, dai test realizzati sul paziente/cliente nonché dall’esame clinico personalizzato si trasformeranno nella base del trattamento terapeutico che verrà fatto, trattando il problema con il metodo terapeutico più consono.

La terapia manuale ortopedica e i metodi

Questa tipologia di terapia manuale si può perseguire attraverso diverse manipolazioni nonché diverse metodologie terapeutiche:

  •  La mobilizzazione manuale delle articolazioni. La mobilizzazione manuale è una particolare tipologia di terapia che generalmente è esercitata dal fisioterapista. Questa pratica consiste nel mobilizzare una o più articolazioni e consente al paziente di ampliare gli angoli di movimento dell’articolazione che viene coinvolta nella patologia. Si parte da una posizione iniziale per poi raggiungere un risultato massimo raggiungibile al termine del ciclo. La tecnica si pone come obiettivo di conservare il movimento fisiologico nei diversi piani spaziali, riportando così verso la normalità la mobilità articolare che inizialmente era limitata;
  • Le tecniche manuali. Le diverse metodologie di massaggio migliorano la mobilità e la funzione del sistema neurale detto anche sistema nervoso centrale. Il sistema neurale, infatti, è particolarmente importante per definire la natura stereotipata e universale dell’impulso nervoso nonché la plasticità sinaptica sottesa alle capacità di movimento e di apprendimento del cervello;
  • La terapia manuale ortopedica è caratterizzata anche da elementi di stretching e rinforzo muscolare che permettono alle fasce muscolari di consolidarsi, evitando così anche altre problematiche e malesseri successivi al trattamento;
  • La correzione della postura è ugualmente considerata una tipologia terapeutica, prevenendo inutili sforzi sulla zona lombare e vertebrale sia nei movimenti quotidiani che durante l’attività sportiva.

Oltre ad esercizi prettamente pratici, il fisioterapista dovrà, man mano che il ciclo avanza, chiarire le varie tipologie di movimento sul meccanismo che scatena il problema, cogliendo così i vari dubbi del paziente/ cliente nonché dispensando consigli per mantenere il perdurare del trattamento.

Inoltre, durante tutta la terapia, il fisioterapista potrà controllare in maniera costante i progressi ottenuti per sincerarsi di aver fatto tutto il possibile per poter risolvere la problematica, utilizzando la metodologia più efficace per migliorare la condizione del paziente nel minor tempo possibile.

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