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Quando scegli di contribuire al recupero dello stato di salute dei tuoi pazienti, decidi in contemporanea di onorare una missione, ovvero quella di poter restituire, nei limiti del possibile, la capacità di poter condurre una vita il più possibile normale.

Il tuo ruolo di operatore, in tal senso, trascina con sé una grande responsabilità ma che saprà dare grandi soddisfazioni se nel tempo scegli di svolgere la tua professione con dedizione e una grande cura nella gestione del paziente.

In particolare basti pensare a quei pazienti che possono avere limitazioni perfino nei comuni gesti di ogni giorno. È in questi casi che la tua passione e la competenza possono fare davvero la differenza. Puoi aiutare i tuoi pazienti a ritrovare la libertà e l’autonomia anche nel compiere movimenti naturali dei quali, talvolta, neanche ci accorgiamo, finchè qualcosa non inizia a vacillare.

Questo articolo è pensato per te che ami mettere un tocco personale in tutto quello che fai, ed è per te se svolgi il tuo mestiere con grande attenzione e sei alla ricerca di strumenti e fonti di crescita costanti. Troverai in questa semplice guida tutte le informazioni che forse cercavi da tempo, relative all’indice di Barthel (Scala Barthel Index), che come vedremo più avanti è differente rispetto alla scala Tinetti.

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Ti aiuteremo a comprendere meglio lo scopo e i casi del suo utilizzo e ad interpretarla quando hai bisogno di eseguire determinate valutazioni sul paziente che ti contatta per essere aiutato.

Abbiamo cercato di essere esaustivi e di fornirti più indicazioni possibili, per consentirti di perfezionare le tue tecniche di intervento, sulla base di una maggiore conoscenza delle condizioni specifiche del paziente. In tal modo la tua manipolazione sarà ancora più aderente alle esigenze di chi si rivolge a te, ottimizzando un servizio creato su misura, che soddisfi le aspettative (non solo del paziente ma anche le tue!). Cerchiamo allora di sapere di più riguardo alla Scala di Barthel.

Scopri cos’è la Scala Barthel e quali sono i casi in cui vi si ricorre

La Scala Barthel ADL (attività della vita quotidiana, se vogliamo tradurre l’acronimo dall’inglese Activities of Daily Living) è uno schema di valutazione fra i più accreditati per poter misurare la capacità del paziente di eseguire le normali attività della vita di ogni giorno in autonomia.

Tra gli strumenti disponibili, di sicuro è considerato fra i più attendibili, quando si vogliono comprendere le condizioni di un determinato paziente.

Per avere una visione di insieme, ti basti sapere che tale scala ha l’obiettivo di misurare in maniera scientifica il livello di autonomia di un assistito nell’esercizio delle attività di ogni giorno.

Si tratta di uno strumento di facile consultazione ma caratterizzato dalla grande attendibilità e consiste nella registrazione delle reali attività che il paziente riesce a condurre, senza tener conto di quelle che ipoteticamente potrebbe riuscire a compiere.

In altre parole con l’indice di Barthel puoi riuscire a valutare il livello di indipendenza del paziente, in assenza di qualsiasi tipo di aiuto o supporto (vocale, fisico, ecc.). In taluni casi si potrebbe ricorrere all’aiuto o alla collaborazione di chi gravita quotidianamente intorno al paziente (i familiari, gli amici e perfino una figura medica di riferimento, se presente).

Solitamente la registrazione del grado di autonomia richiede un tempo di osservazione che oscilla fra le 24 e le 48 ore, in modo da avere un quadro completo e il più possibile attendibile del paziente.

LA misurazione, come approfondiremo nel prossimo paragrafo, si basa su items che riguardano il movimento, la capacità di deambulazione e di prendersi cura dell’igiene personale, della continenza (sia urinaria che intestinale) e infine della autonomia nell’alimentarsi.

Al termine della valutazione, si somma il punteggio ottenuto per valutare le condizioni del paziente e l’eventuale assistenza di cui il paziente necessita. Vedremo che zero è il valore che indica un elevato grado di dipendenza del paziente, mentre 100 rappresenta un punteggio che rivela la completa autonomia dell’assistito.

In base ai valori ottenuti, potrai approntare un adeguato programma di riabilitazione, in cui la tua figura diventa di importanza fondamentale.

Ricorrere alla Scala Barthel per la valutazione delle capacità si è rivelato particolarmente efficace, in particolare per i pazienti con:

  • Disturbi dell’equilibrio
  • Lesioni a livello neurologico
  • Paraplegia
  • Stroke
  • Atassia

Di seguito trovi i parametri di riferimento per l’esecuzione della valutazione per misurare, attraverso la Scala Barthel, la mobilità di uno specifico paziente.

Funzioni esaminate. No. Aiuto. Indipendente. Mangiare Spostarsi sedia-letto e ritorno. 15. Igiene personale. Fare il bagno. vestirsi. Camminare in bagno. Spingere la sedia a rotelle. Salire e scendere le scale. Controllo defecazione. Controllo minzione.

Come eseguire la valutazione, utilizzando la Scala Barthel

Valutare attraverso la Scala Barthel la funzionale autonomia del paziente non è complesso ed è di facile somministrazione, purchè se ne conoscano caratteristiche, struttura e procedimento.

Abbiamo cercato di sintetizzare e semplificare in questa guida il modo in cui somministrarla, affinchè ti sia facile eseguirla e poter di conseguenza pianificare un piano di trattamento per i tuoi pazienti adeguato di maggiore efficacia in termini di risultati finali.

Tornando quindi alla somministrazione della Scala, potrai fare riferimento a 10 item specifici. Vuoi conoscerli? Eccoli di seguito elencati:

  • Salita per le scale: si valuta con un punteggio da 0 a 15 l’abilità di eseguire da soli tale gesto
  • Capacità di deambulazione: viene testata l’abilità di camminare in autonomia per oltre 45 metri tramite anche eventuale ausilio di deambulatori, bastoni, ecc.
  • Spostamento dalla sedia/ dal letto, valutando se il paziente richiede assistenza o supervisione o se sia capace di sedersi o stendersi in totale indipendenza
  • Spostamento verso il bagno, attraverso la valutazione della capacità utilizzo della carta igienica, del controllo dell’equilibrio, dell’uso di padella o del bagno.
  • Autocontrollo della vescica, ovvero valutando il livello di continenza
  • Autocontrollo del retto, anche in questo caso valutando il livello di controllo della continenza
  • Capacità nell’indossare l’abbigliamento, che consiste nel valutare in che misura il paziente sia capace di vestirsi e svestirsi, compreso il doversi infilare ed allacciare le scarpe
  • Capacità di prendersi cura dell’igiene personale, ovvero la capacità di lavarsi il viso, di pettinarsi, di prendersi cura dell’igiene orale o della capacità di radersi.
  • Fare il bagno o la doccia
  • Capacità di auto alimentarsi correttamente, valutando la sua capacità di alimentarsi o utilizzare le posate in maniera più o meno indipendente

In base all’esito dell’autonomia nello svolgimento delle varie attività, viene attribuito un punteggio. Maggiore sarà il punteggio e migliore il livello di autonomia e indipendenza del paziente. Al contrario più il punteggio si approssima allo zero e minori saranno le sue capacità di muoversi in autonomia.

Vantaggi e svantaggi della scala barthel: uno sguardo obiettivo a ogni sfaccettatura

Benchè, come accennato, l’uso della scala di Barthel non sia eccessivamente complesso e considerando che è ritenuto di gran lunga il metodo più accreditato da colleghi e operatori del settore, può essere comunque utile mettere in evidenza vantaggi e svantaggi che potrebbero derivare dal suo utilizzo, ovvero alcuni limiti che possono condizionare i risultati finali.

Tra i principali aspetti positivi risulta senza dubbio la facilità di somministrazione. La valutazione viene eseguita con semplicità e non richiede procedure complesse o macchinose.

Altro punto di forza è la rapidità dei tempi entro i quali la valutazione viene portata a termine, in quanto occorrono circa 20 minuti per valutare e assegnare, con la Scala Barthel, il punteggio finale che conduce al risultato dello screening.

Nell’ambito della semplificazione del suo utilizzo, non va dimenticata inoltre la possibilità di condurre interviste di follow up anche tramite una telefonata.

Ultimo ma non ultimo, la Scala Barthel uniforma il linguaggio di operatori che, come te, dovranno poi eventualmente coordinarsi per approntare un piano di trattamento per singolo paziente, che sia il più possibile personalizzato.

Analizzati i vantaggi, puoi comunque tenere conto di alcuni punti di debolezza che l’uso della scala ha evidenziato.

In base alla sua struttura, la scala si rivela per certi versi riduttiva, dal momento che essa tiene conto delle funzionalità di base del paziente ma non tiene conto delle sue funzioni a livello cognitivo.

Altro aspetto di cui tenere conto, specialmente lungo il percorso riabilitativo del paziente, è che la scala non si è dimostrata particolarmente adatta nel notare e evidenziare i cambiamenti in corso del paziente.

Come sempre, a mediare subentra la tua figura di tecnico professionista, e in quanto tale dovrai calibrare le informazioni in tuo possesso e mettere quindi a punto una strategia di trattamento che aderisca al meglio alle esigenze del tuo assistito.

Alcuni operatori, tuttavia, preferiscono applicare la Scala Barthel modificata, che riporta un punteggio per ogni item che va da 0 a 3, seguendo le linee guida di Shah, Vancley e Cooper e suddividendo le funzioni in due aree: mobilità e situazione funzionale.

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Quando usare la scala di barthel dispnea

Per capire se il trattamento di riabilitazione stia sortendo il giusto effetto sul paziente, puoi ricorrere alla Scala Barthel dispnea, vale a dire per stabilire se il paziente migliora rispetto alla fatica e alla dispnea nelle attività quotidiane.

Di solito il test di valutazione si esegue a una settimana circa dall’inizio della riabilitazione e poi va ripetuto al termine del ciclo di sessioni.

Compilare il questionario è fondamentale anche per stabilire la sicurezza, oltre che l’efficacia dell’allenamento.

L’utilizzo della Scala di Barthel per la dispnea è riconosciuto e adottato a livello internazionale.

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