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Terapista e operatore navigato o neofita che tu sia, probabilmente non ti sarà sfuggita nel corso dei tuoi studi o della tua carriera la Scala Tinetti, che come vedremo è differente rispetto alla scala Barthel. Per esserti soffermato sul titolo di questo articolo, tuttavia, vuol dire che hai bisogno di alcune delucidazioni o almeno di apprendere qualche dettaglio aggiuntivo relativo all’argomento.

Hai quindi a tua disposizione una serie di informazioni che riguardano la Scala Tinetti e la sua gestione rispetto al paziente geriatrico, che meritano sicuramente qualche approfondimento.

Nell’ambito delle competenze della tua professione di operatore esperto nella manipolazione, riabilitazione o fisioterapia in generale, sicuramente non deve mancare una certa preparazione e le indicazioni di base per affrontare il trattamento in particolare del paziente geriatrico.

All’interno di questa piccola guida vi saranno probabilmente nozioni che già hai fatto tue da tempo e che forse stai già mettendo in pratica, ma di certo sono presenti anche altre informazioni sull’argomento, che potrebbero esserti molto utili nel corso del tuo lavoro.

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Cos’è la Scala Tinetti? La risposta a questa e alle altre domande

Affrontare il tema della riabilitazione è molto complesso, dati tutti gli aspetti correlati e che si articolano in base al tipo di paziente, alla sua età, alla sua storia clinica e a molti altri fattori.

In particolare stiamo per affrontare la riabilitazione in relazione a pazienti in età geriatrica. In tal senso la Scala Tinetti è un riferimento davvero importante, molto utilizzato, con il quale hai la possibilità di poter dare un valore, ovvero misurare, la capacità di equilibrio del paziente anziano e dunque il suo tasso di rischio di cadute nonché le sue capacità di deambulazione.

Si tratta di uno strumento fondamentale nell’esercizio del tuo lavoro, se consideri l’incidenza di cadute di pazienti in età anziana.

La Scala Tinetti entra in gioco nella fase anamnestica della visita al paziente che ricorre al tuo intervento. Attraverso questo strumento, completi la tua figura professionale soprattutto nel processo di prevenzione di uno degli eventi più frequenti, quale la caduta del paziente anziano.

La caduta di un anziano ha ripercussioni non solo dal punto di vista fisico ma scatena importanti conseguenze anche sul piano psicologico, in quanto da essa derivano stati d’animo legati alla paura, all’ansia o alla perdita di autostima, a causa della sensazione di non avere più le capacità per condurre una vita “normale”.

Il tuo è un ruolo chiave, rispetto all’impatto che una caduta può avere sulla vita di un paziente geriatrico.

Tornando alla fase anamnestica del paziente, potrai rilevare alcuni indicatori che possono essere messi in relazione con il tasso di rischio di caduta del tuo paziente. I principali sono:

  • Alcune patologie come l’ictus, il diabete, l’incontinenza urinaria
  • La depressione
  • Eventuali precedenti cadute

Nell’esercizio della tua professione, queste valutazioni sono interessanti, nell’ottica della gestione del paziente in seguito a caduta o a rischio di tale evento.

Attraverso l’utilizzo della Scala Tinetti, punteggio e altri dati possono servirti proprio per una valutazione accurata e appropriata, del trattamento da eseguire con i tuoi pazienti geriatrici.

Andiamo a vedere in che modo utilizzare questo utile strumento di valutazione.

Scala tinetti: un affidabile strumento di valutazione

La valutazione attraverso la Scala Tinetti del rischio caduta dell’anziano, è di facile somministrazione. La Scala Tinetti è infatti uno strumento di cui avvalerti anche nei pazienti affetti da diversi gradi di demenza.

Identificata anche come POMA (Performance Oriented Mobility Assessment), la Scala Tinetti misura il tasso di possibili cadute nell’anziano, tramite lo studio delle sue capacità di deambulazione e equilibrio.

La Scala si basa su varie considerazioni e variabili, che assieme danno un quadro alquanto chiaro delle condizioni del paziente, rispetto appunto ad eventi traumatici come la caduta o la perdita di equilibrio.

Il funzionamento pratico della Scala Tinetti: come utilizzarla

La misurazione avviene per mezzo di item, che di solito sono 16, dai quali risulta un punteggio che può arrivare a 28.

Prepararti all’uso di tale scala di riferimento è quindi una condizione necessaria all’utilizzo stesso.

Ogni item viene valutato con un punteggio che varia da 0 a 2. Con lo zero si assegna la mancanza di capacità del paziente; con l’1 si attribuisce una valutazione di capacità a condizione che vi sia un ausilio e con il 2 si evidenzia una capacità in autonomia del paziente esaminato.

La prova avviene in due fasi distinte. Durante la prima viene valutata la capacità di equilibrio del paziente, invitandolo ad assumere 9 posizioni statiche definite che si poi si alternano nel corso della prova stessa.

La seconda fase consiste nella prova di deambulazione, durante la quale si valutano la simmetria, l’andatura, il passo nella sua continuità e lunghezza.

Per effettuare il test, ti occorrono cronometro, sedia e uno spazio sufficiente per permettere al paziente di poter avviare una camminata di alcuni metri.

Nella prova dell’equilibrio sarà valutato:

  • L’equilibrio mentre resta seduto
  • La capacità di alzarsi dalla sedia
  • L’equilibrio in posizione eretta
  • L’equilibrio in posizione eretta per un lasso di tempo specifico
  • L’equilibrio su procedura denominata di Romberg, vale a dire in una posizione specifica (in piedi, talloni uniti, braccia tese in avanti, occhi aperti)
  • La capacità di eseguire un giro su stesso
  • La capacità nel movimento di sedersi

Ogni item viene valutato con un punteggio da 0 a 2, come indicato in precedenza. Segue quindi la seconda fase del test, necessaria per valutare l’andatura attraverso:

  • La valutazione nella partenza deambulatoria
  • L’altezza e la lunghezza del passo
  • La simmetria del passo
  • La continuità del passo
  • La traiettoria
  • La posizione del tronco
  • L’andatura

Anche in questo caso viene assegnato per ciascun item un punteggio tra 0 e 2.

Scala Tinetti punteggio: in che modo va calcolato e come valutarne i risultati

In base ad alcune variabili, il punteggio viene valutato anche tenendo in considerazione l’età del paziente, il genere e la media ottenuta. Si considerano infatti i valori seguenti, al termine del test:

  • Il punteggio medio per gli uomini tra i 65 e i 79 anni è di 26,21
  • Il punteggio medio nelle donne tra i 65 e i 79 anni è di 25,16
  • Il punteggio medio per gli uomini dagli 80 anni in poi è di 23,29
  • Il punteggio medio per le donne dagli 80 anni in poi è di 17,20

È bene sapere, per tuo riferimento, che tale valutazione è basata sullo studio di Baloh, ed è considerata la più accreditata.

Tuttavia vi sono lievi differenze nello stabilire il valore medio, se si considerano gli studi di Topper, di Raiche, e di altri specialisti che variano, seppur di poco, per la Scala Tinetti, il cut-off, la definizione stessa di caduta, la popolazione inclusa nel test.

Volendo trovare un risultato uniforme che tenga conto di tutti gli studi, si usa interpretare i risultati in base alla seguente indicazione:

  • Un punteggio fino a 18, viene considerato indice di elevato rischio di caduta
  • Un punteggio compreso fra i 19 e i 24 punti, stabilisce un tasso medio del rischio di caduta
  • Un punteggio che superi i 25 punti, invece, è indice che il paziente ha un basso rischio di caduta

Il rischio di caduta deve essere misurato tenendo conto, oltre alle valutazioni basate sulla Scala Tinetti, di equilibrio e deambulazione, dell’età del paziente, della sua forza, di ausili o caregivers e di eventuali assunzioni di farmaci.

Nel tuo ruolo di fisioterapista, esperto nella riabilitazione, dovrai quindi approntare un piano di prevenzione accurato che preveda esercizi specifici e personalizzati, oltre che le abilità del singolo paziente.

Grazie ai risultati del test, evinti dalla Scala Tinetti, hai un valido strumento di supporto in tale senso, che ti aiuterà a valutare il trattamento più adeguato, in base al paziente, alla sua età, alla sua storia clinica e a tutti gli altri dettagli che potrai raccogliere.

Ancora una volta, viene richiesto un lavoro sartoriale, basato su variabili che non sono mai uguali e che richiedono, di conseguenza, alla tua figura professionale di mettere in campo ogni competenza acquisita e tutte le tue capacità di operatore.

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La Scala Tinetti: sintesi e valutazione di un importante strumento per l’esercizio della tua professione

Giunto fino a qui, potresti aver acquisito dettagli utili per l’esercizio del tuo lavoro, in qualità di operatore nell’ambito della riabilitazione.

In particolare ti abbiamo passato importanti informazioni che certamente ti tornano utili, quando arriva il momento di valutare, trattare, studiare l’approccio con un paziente geriatrico, rispetto al suo rischio di caduta.

Che si tratti di interventi riabilitativi o che si intraprenda un percorso di prevenzione hai di certo molto materiale a cui lavorare, per perfezionare il piano di trattamento del paziente anziano.

La Scala Tinetti, se non l’avevi ancora utilizzata, diventa un’appendice del tuo lavoro specialmente quando arriva il momento di personalizzare la programmazione su un determinato paziente, che abbia superato i 65 anni di età.

Il riferimento della Scala di Tinetti è un supporto di facile somministrazione per il paziente ma di grande collaborazione per te, nell’individuare e personalizzare il piano di cura e trattamento di pazienti, in maniera molto affidabile ed efficace. Uno strumento, siamo certi, di cui non potrai fare a meno, una volta conosciuto in tutte le sue potenzialità.

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