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Un tuo collega ti ha raccontato di aver eseguito lo slump test su un cliente e ti sei sentito a disagio nel non sapere a cosa si riferisse? Hai qualche sommaria informazione riguardo a questo segno ma intendi raggiungere una competenza maggiore, imparando ad eseguirlo?

Ecco l’occasione giusta per te! Un pratico vademecum dove poter approfondire i segreti dello slump test, comprenderne le caratteristiche e i contesti in cui ricorrervi.

Da operatore puoi scegliere di fare un salto di qualità e specializzarti anche nella pratica di questo test, che ti permette di fornire servizi più performanti ai tuoi pazienti, oltre che metterti in grado di far fronte a manovre più particolareggiate, in base al problema che di volta in volta sei chiamato a risolvere.

Non sono richiesti impegni smisurati, perché basta una forte motivazione (che evidentemente già hai, altrimenti non saresti qui), una profonda sensibilità nei confronti del paziente e un impegno tali da acquisire le necessarie competenze.

Ecco, dunque tutto quello che dovresti sapere in merito al test slump, dalle sue caratteristiche al modo e situazione in cui va eseguito in maniera corretta.

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In cosa consiste lo Slump test e per quali regioni del corpo è indicato

Slump test è un segno di valutazione neuro dinamica che serve ad analizzare la lunghezza, la mobilità e la tensione dei segmenti neurologici. È una manovra che è stata messa a punto da Geoffrey Maitland, il quale si occupò nel corso della sua carriera alla terapia manuale della neuro dinamica, mettendo in relazione le strutture neurali (i nervi, i plessi e la dura madre) con le loro interfacce.

La neuro dinamica studia appunto il sistema nervoso centrale e periferico, rispetto alla mobilità.

Per eseguire queste categorie particolari di test neuro dinamici, si procede creando uno stato di tensione graduale di tutti i componenti del sistema nervoso e in genere si eseguono partendo dall’arto superiore per poi proseguire con l’arto inferiore. Lo slump test nello specifico viene svolto analizzando il sistema nervoso attraverso la risposta e la valutazione della tensione del rachide.

Il test va svolto con la dovuta cautela, per esser certi di aver ottenuto un risultato diagnostico accurato. Vanno quindi dosati correttamente tempi, modi e manovre, affinchè il test sia davvero attendibile.

Slump test: spiegazione della procedura corretta per eseguirlo

Per praticità, il test viene eseguito attraverso sette fasi.

  • Fase uno – paziente seduto e non in tensione
  • Fase due – posizione slump (di caduta sul davanti)
  • Fase tre – posizione collo incurvato e mento appoggiato al petto
  • Fase quattro – estensione ginocchio
  • Fase cinque – dorsiflessione della caviglia
  • Fase sei – rilascio flessione del collo
  • Fase sette – ripetizione della procedura con l’altro arto inferiore

Secondo questo schema, lo slump test viene svolto con il paziente seduto e le sue mani dietro alla schiena. Si chiede al paziente di flettere la colonna vertebrale (area lombare e toracica). Se il paziente non avverte dolore, potrai allora chiedere di porre il collo in flessione, appoggiando il mento sul petto. Contemporaneamente lo si invita a estendere il ginocchio il più possibile.

Se nel movimento di estensione del ginocchio il paziente avverte dolore, allora viene in primis suggerito di agevolare la manovra ponendo il collo in posizione neutra. Se anche questo provoca dolore al paziente, allora si parla di test slump positivo.

Al contrario, quando l’estensione del ginocchio è abbastanza fluida, si procede con la flessione della caviglia. Anche in questo caso, in presenza di dolore, il test si considera positivo.

Una volta completata la manovra del test, puoi ricominciare con la stessa procedura sull’altro lato.

Quali sono i segnali che fanno ipotizzare di procedere all’esecuzione del test

Oltre alla corretta esecuzione della manovra, altrettanta importanza la riveste la tua abilità di operatore nell’individuare il momento giusto per procedere in tal senso.

In base al paziente, alcuni segnali sono inequivocabili e possono essere sintetizzati come segue:

  • Disturbi cronici afferenti alla regione del rachide
  • Presenza di lesioni recidive presenti sui muscoli della parte posteriore della coscia, ovvero i muscoli ischio crurali
  • Presenza di dolore quando il paziente è intento a eseguire movimenti come il calciare una palla o l’accedere al sedile dell’auto
  • Sensibilità localizzata

Qualora si ipotizzi lo svolgimento del test, occorre comunque tenere conto anche di alcune controindicazioni. Con un paziente a cui sia stata diagnosticata l’osteoporosi, infatti, è meglio evitare il test.

Gli altri test attendibili, oltre allo slump test

Altri test neuro dinamici possono essere svolti, attendibili quanto lo slump test. Tra i più affidabili, puoi procedere con i seguenti

  • Test di Lasègue è noto per essere il test di sollevamento dell’arto inferiore esteso ed è un altro test neuronale. Si esegue facendo appunto sollevare la gamba in estensione, fino al punto in cui il paziente dichiara di avvertire dolore. A quel punto si porta il ginocchio in flessione e se il paziente si sente meglio, allora si tratta di sciatica.
  • Test di flessione del ginocchio in posizione prona (PKB), conosciuto anche come test di Wasserman, consiste nel mettere il paziente in posizione prona sul lettino, ruotando la testa dallo stesso lato. L’operatore gli tiene la parte inferiore della gamba e gli fa flettere il ginocchio, idealmente fino a fargli toccare le natiche con il tallone, in base alla risposta sintomatica del paziente. Se vi sono problemi neuronali, avvertiti all’altezza del ginocchio, dell’anca, della fascia lombare superiore o della fascia anteriore della coscia, questi possono essere individuati attraverso tale test.
  • Straight Leg Raise per tibiale – con cui si pone in flessione e eversione la caviglia, poi in flessine l’anca e infine in estensione il ginocchio. Ideale quando si verificano distorsioni, talloniti, crampi alla parte posteriore della gamba, fasciti plantari o neurinoma di Morton.
  • Straight Leg Raise per surale – con cui si pone in flessioni e poi in inversione la caviglia ed è utile per rilevare distorsioni, tendiniti dall’achilleo, talloniti o ernie a livello della regione posta tra il nervo spinale lombare L5 e il nervo spinale sacrale S1.
  • Straight Leg Raise per peroneo – viene esguito con una flessione plantare e l’inversione della caviglia. Utile in caso di periostite tibiale, deficit peronei, distorsioni in inversioni e ernie tra il nervo spinale lombare L5 e il nervo spinale sacrale S1.
  • Prone Knee Bend – lo si esegue con l’anca in estensione e il ginocchio in flessione ed è indicato con dolori al legamento inguinale, ernie ai nervi spinali lombari L2, L3 e L4 o con dolori all’anca.

Si potrebbe continuare con i test del nervo radiale, del nervo ulnare, del nervo mediano. I maggiormente utilizzati, tuttavia, restano il test slump e il test di Lasègue.

Conclusioni e considerazioni finali

Il test slump appartiene a una categoria particolare di segni in quanto nello svolgimento entra in gioco un discorso che compete la neuro dinamica.

Si tratta, come hai potuto notare, di un segno di valutazione appunto neuro dinamica utile per analizzare la tensione, la mobilità e la lunghezza dei segmenti neurologici. Messa a punto da Maitland, esperto della terapia neurodinamica, mette in relazione i nervi, i plessi e la dura madre con le corrispettive interfacce.

Vengono quindi chiamati in gioco il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso periferico. Il suo svolgimento è alquanto capillare perché si procede per fasi, durante le quali viene riprodotto uno stato di tensione graduale. Si inizia di solito con gli arti superiore e si procede fino a quelli inferiori. È a questi ultimi in modo particolare, che si rivolge il test slump. Al termine viene eseguita una valutazione della tensione del rachide.

Fondamentali sono alcuni requisiti, quando si svolge questo test e in particolare si fa appello all’accuratezza, alla cautela e alla precisione. Questo può evitare di falsare i risultati del test stesso.

Per svolgerlo si mette il paziente seduto e gli si chiede per gradi di: flettere la colonna, incurvare il collo, appoggiare il pento al petto, estendere il ginocchio, dorsiflettere la caviglia, rilasciare il collo per poi ripetere i passaggi con l’altro lato.

Se da un certo step in poi il paziente avverte dolore, allora si tratta di uno slump test positivo. La presenza di disturbi alla regione del rachide, di dolore o di sensibilità localizzata dovrebbe comunque sempre indurti a valutare di svolgere il test sul paziente.

Oltre a questo segno, ve ne sono altri di tipo neurodinamico che possono essere eseguiti. Si tratta del test di Lasègue, del PKB o test di flessione del ginocchio in posizione prona, dello straight leg test per tibiale, per surale e per peroneo o anche del prone knee bend.

Puoi imparare a svolgerli con precisione e sapere quali sono quelli più adeguati di volta in volta, ma quello che serve per fare di te un professionista esperto e unico nel settore, sono la passione e l’impegno nel voler perfezionare e andare a fondo.

Aumenterai il tuo standard professionale e i risultati non tarderanno ad arrivare, riscuotendo un notevole successo tra i pazienti e incrementando la tua personale soddisfazione nell’essere non solo un operatore, ma una persona competente, capace di far fronte alle diverse condizioni dei tuoi pazienti.

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