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Test di Lasègue: in cosa consiste? Ovviamente questo test è diverso dallo Slump test, ma nel corso della tua carriera potresti aver bisogno con una certa frequenza di ricorrere alla manovra di Lasègue. Quando si presenta l’occasione puoi scegliere di fornire al paziente due soluzioni.

La prima è quella di suggerirgli di rivolgersi ad uno specialista (che evidentemente non sarai tu), perché la esegua in tempi brevi e sia in grado poi di aiutare quel paziente nel ciclo di trattamento, in vista di un processo di guarigione. Il risultato in questo caso è che non solo hai perso un paziente ma probabilmente questi non farà mai più ritorno nel tuo studio, ritenendoti un operatore non competente e non specializzato.

La seconda soluzione che puoi decidere di prospettare è di agire direttamente tu sul paziente, fornendogli un test di Lasègue completo, accurato e tempestivo. A seguire e in base ai risultati del segno diagnostico, potrai anche pianificare un ciclo di trattamento nei confronti di quel paziente. Il risultato in tal caso sarà non solo quello di aver acquisito un cliente ma anche di aver chiaramente dimostrato di essere uno specialista del settore, una persona preparata e un professionista competente e aggiornato.

Per quale soluzione ti senti più propenso? Non abbiamo dubbi che la tua risposta sarà per la seconda, perché questo articolo è indirizzato proprio a operatori come te che vogliano misurare sempre i propri limiti, per superarli e andare oltre, innalzando il livello della propria professionalità e preparazione, specialmente dal momento che il campo di operatività è quello riabilitativo.

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Il test di Lasègue: di cosa si tratta nello specifico e perché ricorrervi

Il test prende il nome dal medico francese Ernest Charles Lasègue che lo mise a punto a metà del XIX secolo. Il dottor Lasègue nacque a Parigi all’inizio del 1800.

Il segno viene riconosciuto anche come manovra di Lazarevic e di base vi ricorri con un paziente che presenta dolori alla schiena o alla regione del nervo sciatico, di solito causati da un fenomeno di ernia al disco.

In altre parole, il segno è utile per capire se le radici spinali dell’area lombare e sacrale siano irritate o se ci si trovi difronte a un caso di irritazione meningea.

Spesso i test di Lasègue e Wasserman vengono eseguiti in sequenza, a corredo di una più approfondita analisi delle condizioni del paziente che si rivolge al tuo servizio.

Lo svolgimento delle due manovre, infatti, permette di avere un quadro diagnostico più dettagliato tale da consentire la messa a punto di un piano di trattamento più idoneo.

La procedura da seguire, per svolgere il test di Lasègue in modo corretto e attendibile

Il test in sé non consiste in una manovra particolarmente complessa ma, come sempre quando si tratta di pazienti con condizioni precarie o che lamentano dolori, occorre muoversi con cautela, precisione e delicatezza.

Il paziente viene invitato ad assumere una posizione in decubito supino, mantenendo le gambe allungate. Gli si fa flettere quindi la coscia sul bacino, mentre il ginocchio resta in estensione. Allo stesso tempo si lascia la caviglia in dorsi flessione neutra, cercando di tenere le pelvi stabilizzate.

L’arto inferiore resta esteso sul lettino. Questa posizione pone in stiramento il nervo sciatico alla radice.

A questo punto si raccolgono i risultati della manovra e si dichiara il test di Lasègue positivo, se il movimento risulta impossibile e se, al raggiungimento di un grado di flessione compreso tra i 28° – 30° gradi e i 58°-60° gradi, il paziente avverte dolore.

Per essere più specifici l’irradiamento del dolore si localizza tra la regione lombare e la sua innervazione, ovvero nei pressi delle radici spinali lombari L4, L5 e della radice spinale sacrale S1. Quanto più basso sarà il valore dell’angolo della flessione, tanto maggiore sarà da considerarsi la gravità del problema.

Per semplificazione si può affermare quanto segue:

  • Se il dolore o la parestesia sono avvertiti nella parte posteriore della coscia, della tibia, del ginocchio, allora la radice spinale compromessa con molta probabilità è la L4.
  • Se il dolore o la parestesia invece sono percepiti nella zona esterna posteriore della gamba e fino al malleolo esterno, se riguarda il dorso del piede o il primo dito, allora la radice spinale compromessa sarà molto probabilmente la lombare L5.
  • Se il dolore o la parestesia vengono percepite a livello del gluteo, della parte posteriore della coscia, giungendo fino al tallone e alla parte esterna del piede, estendendosi fino alle ultime due dita, la radice spinale in causa è quella sacrale S1.

Se la manovra viene svolta fluidamente e il paziente non avverte dolore, al raggiungimento di una elevazione di 90° gradi, in tal caso si parla di test di Lasègue negativo.

Come accennato, in seguito allo svolgimento del test di Lasègue, potresti valutare anche il segno di Wasserman: insieme daranno un riscontro molto attendibile. In caso di ernia del disco, test di Lasègue e segno di Wasserman sono un ottimo punto di riferimento.

Con il test di Lasègue, ernia e problemi relativi sono quindi individuabili con un elevato margine di affidabilità.

La sindrome del Piriforme: riconoscerla con il test di Lasègue

Il test di Lasègue piriforme è decisamente una efficace manovra per comprendere se il paziente sia affetto dalla cosiddetta “falsa sciatica” o sindrome del piriforme.

L’irritazione del nervo sciatico provoca dolore nella parte inferiore della schiena e spesso si irradia fino al piede. Il paziente di solito avverte i seguenti sintomi:

  • Informicolamento
  • Indebolimento
  • Parestesia
  • Diminuzione della sensibilità
  • Calo dei riflessi

Se si è in presenza della sindrome del piriforme, il paziente non dovrebbe avvertire deficit a livello neurologico, motorio o della sensibilità.

Con il test di Lasègue piriforme, si pone l’anca in flessione e il ginocchio in estensione, con il paziente in posizione supina. In presenza di una discopatia e qualora sia presente una infiammazione, il nervo sciatico viene compresso.

Test di Lasègue inverso: che cos’è e come eseguirlo

Il test di Lasègue inverso viene anche definito segno di Wasserman e consiste in una manovra molto simile a quella del test di Lasègue standard.

Con il paziente in decubito e posizione prona, si fanno distendere le gambe, sollevando quindi la coscia sul bacino. Il ginocchio viene tenuto flesso a 90° gradi, ottenendo l’estensione dell’anca. Le radici del nervo crurale vengono stirate e, se il paziente prova dolore nella fascia lombare e lungo le innervazioni, allora si dice che il test di Lasègue è positivo. Talvolta il dolore può limitarsi alla colonna lombare, ma in taluni casi potrebbe estendersi fino alla regione anteriore mediale della coscia e all’inguine.

Conclusioni e osservazioni riguardo al test di Lasègue

Il test di Lasègue è una manovra che riveste una certa importanza, quando vuoi comprendere la condizione dei nervi spinali lombari e sacrali e delle loro innervazioni, rispetto a un paziente che lamenta dolore.

Ideato dal medico francese Ernest Charles Lasègue intorno al 1850, questo test è studiato in particolare per una diagnosi sulle condizioni del nervo sciatico, di un’eventuale ernia del disco e di altre infiammazioni a carico di questa specifica area lombo – sacrale.

Spesso associato al test di Wasserman, è un segno molto affidabile quando vuoi analizzare lo stato di salute del paziente con dolore, deficit della sensibilità e deficit motorio.

Per eseguire il test, il paziente viene accomodato in posizione supina in decubito con le gambe in estensione. Gli si pone in flessione la coscia sopra al bacino, lasciando il ginocchio in estensione. Nel frattempo ci si assicura che la caviglia sia in dorsi – flessione neutra. Con l’atro inferiore esteso, il nervo sciatico va in stiramento ed è qui che inizia lo studio della condizione del paziente.

Se il paziente prova dolore quando la flessione è tra i 28° e i 60° gradi, allora l’esito del test viene definito positivo.

Se il dolore viene avvertito prima di raggiungere i 28° gradi, le condizioni di compromissione del nervo sciatico sono abbastanza serie.

I nervi spinali e le conseguenti innervazioni chiamati in causa, sono i lombari L4 e L5 e il sacrale S1.

Con il test di Lasègue si può anche eseguire una diagnosi rispetto alla sindrome definita come “falsa sciatica”. La procedura è la medesima ma con sintomi rilevati dal paziente di gravità minore.

Il test di Wasserman, spesso associato a quello di Lasègue, è una manovra simile che – difatti – viene anche definita test di Lasègue inverso.

Fin qui abbiamo cercato di sintetizzare le principali caratteristiche del segno di Lasègue, in modo da darti una prima idea di cosa si tratti.

Puoi ovviamente decidere di approfondire, se pensi di volerti specializzare in questa manovra, imparando a eseguirla in maniera corretta e affidabile, in termini di diagnosi per il paziente.

Non complessa da svolgere, richiede comunque una serie di competenze che faranno di te un vero esperto del settore, in grado di far fronte a pazienti di qualsiasi tipologia, che abbiano problemi come la sciatalgia.

Potrai così convertire il tuo grado di preparazione di operatore del settore, in un percorso di elevata professionalità, e supportare i pazienti nel modo più adeguato ed efficace, in maniera unica ed eccellente.

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