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Se il test di Apley rappresenta per te un buco nero, un pianeta inesplorato ma vorresti familiarizzare con l’argomento con nozioni affidabili, sei proprio nel posto giusto.

Dedicato a operatori del settore e futuri tali, questo articolo approfondisce l’argomento della manovra di Apley nella maniera più semplice e completa possibile, per offrirti l’opportunità di iniziare ad acquisire le prime competenze. Sarai poi tu a scegliere di andare oltre, diventando un esperto nello svolgimento di questo test, che è utile per diagnosticare alcune problematiche che i pazienti presentano relative al ginocchio.

Saper eseguire questo test, ti permette non solo di aiutare il paziente nel velocizzare i tempi del suo recupero, ma aggiunge un tassello al tuo livello di professionalità, nel saper svolgere una manovra specifica, che non sempre operatori del settore come te conoscono o sanno applicare.

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Che cos’è il test di Apley, nel dettaglio

Al test di Apley (Grinding test, come in alcuni casi viene definito) si ricorre per la valutazione di eventuali problemi al menisco. Infatti lo si conosce anche come test di Apley menisco o test di Apley ginocchio.

Fu messo a punto da un chirurgo ortopedico britannico Alan Graham Apley che elaborò questa tecnica diagnostica verso la metà del secolo scorso, assieme al test di Apley in distrazione.

La sua utilità si manifesta soprattutto quando vuoi confermare o meno la presenza di eventuali lesioni o sofferenze del menisco. Consiste in un test da non sottovalutare, data la struttura complessa del ginocchio e le unità che ne fanno parte, per poter effettuare i movimenti.

Ricorrere alla diagnosi in tempi rapidi è davvero importante al fine di mettere a punto il giusto piano di trattamento per i tuoi pazienti, favorendo e accelerando i tempi di recupero e guarigione.

La lesione al menisco è un problema molto diffuso che può dipendere da eventi traumatici o dalla degenerazione del menisco. Di solito un trauma nella zona del ginocchio riguarda i legamenti crociati e i menischi.

Lesioni o degenerazioni meniscali colpiscono principalmente la popolazione maschile e probabilmente questa casistica è dovuta alla tipologia di attività sportiva praticata soprattutto dagli uomini, come per esempio quella del calcio, del basket, o di altri sport da contatto.        

Il menisco: un rapido ripasso della sua anatomia

Abbiamo accennato al fatto che il menisco è uno dei maggiori punti di attenzione, quando il paziente manifesta dolore al ginocchio.

Il menisco è una struttura composta da cartilagine fibroelastica e che ha la forma di una “C”. È strutturato come una sorta di rete intrecciata di:

  • Glicoproteine
  • Proteoglicano
  • Collagene
  • Elementi cellulari
  • Acqua (ne contiene nella misura del 70%)

La funzione del menisco è quella di assolvere al compito di ammortizzare lo spazio tra il femore distale e la tibia prossimale. Le sue dimensioni sono comprese tra i 10 mm e i 12 mm, con uno spessore di circa 5 mm. Al menisco sono collegati il legamento trasversale, i legamenti coronarici e il legamento meniscofemorale.

Caratterizzato da una scarsa vascolarizzazione, il menisco formato da cartilagine è un cuscinetto per l’articolazione del ginocchio. I menischi sono due: laterale e mediale.

Quali sono i segnali che dovrebbero spingerti a ipotizzare una lesione del menisco?

Per prendere in considerazione l’esecuzione del test di Apley, vuol dire che hai un paziente con sospetta lesione del menisco. Se così fosse, vorrebbe dire che il paziente lamenta dolori al ginocchio, specialmente se lo torce, mentre ha il piede ben saldo a terra.

Nella maggior parte dei casi, il dolore viene avvertito lungo l’articolazione del ginocchio. In aggiunta, potrebbe darsi che si percepiscano degli “scricchiolii”, oppure che il paziente non sia in grado di bloccare o estendere il ginocchio fino in fondo. Nel corso dell’esecuzione del test, potresti dunque rilevare capacità ridotta di movimento, versamento articolare e altri segnali inconfutabili, che indicano la lesione meniscale.

In che modo si svolge il test di Apley

Il test di Apley si svolge secondo una tecnica abbastanza precisa. Si fa posizionare il paziente prono, mentre il suo ginocchio è in flessione a 90° gradi. La coscia è appoggiata al lettino e bloccata dal ginocchio dell’operatore, il quale preme la pianta del piede, comprimendo l’articolazione e fa ruotare medialmente e lateralmente la tibia. Se il menisco interno è lesionato, il paziente sente dolore durante la rotazione esterna del piede alla base dell’emirima articolare interna.

Se invece è il menisco esterno a presentare una lesione, il dolore viene avvertito durante la rotazione interna. Che si tratta di lesione menisco interna o esterna, il dolore sarà percepito dal paziente anche quando l’operatore esercita una pressione sulla pianta del piede.

Quando si rileva una lesione, si parla allora di test di Apley positivo. È possibile anche eseguire il test di Apley in distrazione, con il paziente in posizione prona e gamba in flessione a 90° gradi. Con la gamba stabilizzata, si mette il piede in trazione verso l’alto e lo si fa ruotare internamente e esternamente. Se il paziente avverte dolore, è possibile che vi sia una condizione di instabilità dei legamenti.

Altri test potrebbero essere presi in considerazione, fra cui i principali e più affidabili sono:

  • Test del cassetto anteriore – si svolge con il paziente in posizione supina e con il ginocchio in flessione a 90° gradi. L’operatore si siede sopra al piede e tiene con le mani la tibia, creando tensione verso di sé, in modo da generare uno spostamento dalla parte anteriore. Se alla massima estensione del legamento percepisce un arresto fermo e deciso, allora vuol dire che il crociato anteriore non ha lesioni.
  • Test del cassetto posteriore – altro test per verificare lo stato del ginocchio e in particolare, l’eventuale lesione del legamento crociato posteriore. Anche in questo si mette il paziente con l’articolazione in flessione a 90° gradi. Se il cassetto posteriore è tra i 3 mm e 1 cm, allora è possibile che vi sia una lesione minima. Se il cassetto supera il centimetro, la lesione potrebbe in tal caso essere totale.
  • Jerk test – quando si sospetta una disfunzione del legamento crociato anteriore, il Jerk test lo può rilevare. Si esegue con il sollevamento dell’arto in intrarotazione, mentre l’operatore pone una mano sul collo del piede del paziente. L’altra mano, posizionata all’altezza della testa del perone, si porta il ginocchio a svolgere piccoli movimenti di flessione e estensione. Se si avverte uno scatto (jerk, appunto) a livello della mano posta sul perone, durante il passaggio dall’estensione alla flessione, allora il test si dice positivo.
  • Test di McMurray – questo test si esegue con il paziente in posizione supina, con l’operatore che tiene fermo il tallone con una mano mentre con l’altra sostiene la parte inferiore del ginocchio. Esegue una estensione del ginocchio e in contemporanea fa ruotare la tibia verso l’interno e poi verso l’esterno in maniera alternata. Se il paziente avverte dolore durante la flessione, molto probabilmente è presente una lesione dei corni posteriori del menisco. Se invece il paziente avverte dolore durante l’estensione, è probabile che la lesione sia a livello dei corni anteriori del menisco. Se infine il dolore si percepisce durante la flessione a 90° gradi, allora è molto possibile che vi sia una lesione del menisco.

Il test di Apley e quello di McMurray sono ritenuti i preferibili, per avere la efficacia maggiore nei risultati. Benchè estremamente efficace, ai fini diagnostici, il test di McMurray non va tuttavia eseguito se è presente una lesione del legamento collaterale, perché potrebbe aggravare la condizione del paziente e falsare il risultato del test stesso.

Il test può essere eseguito anche per problemi alla regione della cuffia dei rotatori, e in questo caso si parla di test di Apley per la spalla.

Conclusioni

Il test di Apley è un importante riferimento per un operatore del settore, ai fini dell’individuazione di eventuali problemi o lesioni al menisco. Conosciuto anche come Grinding test, è una manovra messa a punto dal chirurgo Britannico Alan Graham Apley. Sofferenze o lesioni del menisco possono essere evinte con una elevata percentuale di attendibilità, proprio grazie al test.

Fondamentale è l’esecuzione di questo test diagnostico, se si sospettano lesioni, in quanto un tempestivo rilevamento di problemi al ginocchio, agevola il trattamento per il recupero del paziente. Il paziente medio è solitamente di sesso maschile, in particolare quando pratica sport o attività che sollecitano particolarmente il menisco (si pensi ai calciatori, ai giocatori di rugby, di basket e di sport di contatto prevalentemente).

Il menisco è formato da una struttura cartilaginea fibroelastica ed è composto da una rete fatta di acqua, cellule, collagene, proteglicano e glicoproteine. Il menisco assolve alla funzione di ammortizzatore ed ha una dimensione di 10-12 mm circa.

Il test di Apley, eseguito con il paziente in posizione prona, aiuta a rilevare lesioni al menisco ed è considerato tara i test più attendibili ed efficaci.

Un operatore competente deve poter eseguire tale test con facilità e stabilire quando è il momento di ricorrervi. Una scelta sbagliata, potrebbe aggravare eventuali condizioni pre esistenti del paziente e rendere più complessa la procedura di trattamento per il recupero del paziente stesso.

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