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Test di Hawkins: a cosa fa riferimento? Se non hai ancora una risposta a questa domanda, puoi smettere di cercare, perché stiamo per svelarti tutto quel che dovresti sapere riguardo al test di Hawkins spalla.

Se sei giunto qui, è perché operi nel settore o stai per iniziare la professione in questo ambito, perciò è proprio a figure professionali come te che dedichiamo questo articolo, nel quale puoi scoprire tutto quello che dovresti sapere sul test.

Troverai i casi di esecuzione del test e, naturalmente, un dettaglio non solo dell’anatomia della spalla ma anche delle circostanze che ne possono limitare la mobilità.

Questo ti permetterà di essere un professionista più consapevole e capace di seguire ogni paziente con maggiore attenzione e puntualità. Sappiamo bene, infatti, che non possono essere sufficienti procedure standard ma occorre personalizzare gli interventi affinché ad ogni persona che si rivolge alla tua competenza, tu possa assegnare un piano di trattamento personalizzato.

Ecco dunque tutto quel che dovresti sapere su Hawkins, test, spalla e tutto quel che è correlato.

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I motivi per i quali è richiesta l’esecuzione del test di Hawkins

Per quali ragioni dovresti dunque ricorrer al test di Hawkins e come fare per svolgerlo correttamente? 

Innanzitutto può essere riconosciuto anche come test di Hawkins – Kennedy, dal nome dei due medici che hanno messo a punto questa metodologia di valutazione per gli infortuni alla spalla e per individuare la eventuale presenza della sindrome da impingment subacromiale. 

Il test è considerato tra i più comuni appunto per la valutazione ortopedica della spalla e, oltre ad essere relativamente facile da seguire è affidabile. Per tale ragione è un riferimento attendibile, per molti operatori del tuo settore.

Nell’esecuzione del test, sono chiamate in causa diverse strutture, fra cui:

  • Tendine sopraspinato: sicuramente quello maggiormente coinvolto nel test
  • Tendine capo lungo del bicipite
  • Articolazione acromioclavicolare, in quanto il dolore percepito dal paziente potrebbe rivelare la lesione di tale articolazione

In presenza di condizioni di impingment della zona che interessa la cuffia dei rotatori e l’arcata coraco-acromiale, i test di Neer e Hawkins sono di fatto tra i più efficaci per risalire al problema. Oltre a quelli citati, si può ricorrere anche al test di Gerber e all’IRSST (International Rotation Resistance Strength Test). 

I test vengono eseguiti quando il paziente avverte dolore alla spalla e presenta una limitazione nella mobilità della stessa. 

Le ragioni possono essere diverse, da traumi a sforzi eccessivi, in particolare quando si tratta di pazienti che protraggono a lungo determinati movimenti, che sollecitano fortemente le articolazioni e i muscoli della spalla. Basta pensare ai tennisti, ai lanciatori del peso, a chi lavora in magazzini sollevando tutto il giorno merci, ecc.

Quale procedura seguire per testare il paziente con il segno di Hawkins 

Ricorderai certamente che abbiamo accennato al fatto che l’esecuzione del test è alquanto semplice e allo stesso tempo assicura l’efficacia del risultato.

Per eseguirla fai innanzitutto accomodare il paziente, in una posizione per lui di relax. Dovrai iniziare spostando passivamente la spalla del paziente, in modo che il suo braccio si fletta a 90° gradi in avanti, con il gomito altrettanto flesso a 90° gradi. 

Fai roteare la spalla verso l’interno fino a quando è possibile o almeno fino a quando il paziente non manifesta dolore. 

Se il paziente riferisce dolore sulla zona superiore laterale della spalla, allora il test Hawkins Kennedy si dice positivo.

In alcuni casi potresti aver sentito parlare anche di test di Hawkins astragalo, e probabilmente vorrai sapere di che si tratta. L’astragalo è un osso corto del piede che viene conosciuto anche come “talo”. È posizionato nel tarso, e ha come funzione quella di trasmettere il peso del corpo al piede. Rivestito di cartilagine potrebbe essere soggetto a lesioni, con conseguente dolore, gonfiore nella parte posteriore del piede e all’altezza della caviglia, e infine limitazione dei movimenti. 

Il test di Hawkins permette di individuare l’eventuale frattura, classificandola come:

  • Tipo 1: frattura composta
  • Tipo 2: frattura scomposta con sublussazione dell’articolazione sottoastragalica
  • Tipo 3: frattura del collo con sublussazione delle articolazioni periastragaliche

Anatomia della spalla e tendine sovraspinato

Come ricorderai, abbiamo accennato al fatto che il tendine sovraspinato è particolarmente coinvolto nella sindrome da impingment e in problemi legati alla spalla.

La regione su cui questo articolo è maggiormente incentrato, è quella della cuffia dei rotatori. Ma cos’è esattamente e quali strutture ne fanno parte?

La cuffia dei rotatori è formata da una serie di tendini che danno stabilità alla spalla, quando è impegnata in qualsiasi movimento. I tendini infatti assecondano i movimenti, contraendosi per stabilizzare e dare forza alla spalla. 

La cuffia dei rotatori è formata dai seguenti tendini:

  • Tendine sottoscapolare
  • Tendine sovraspinato
  • Tendine sottospinato 
  • Tendine piccolo rotondo
  • Capo lungo del bicipite (quest’ultimo considerato come quinto tendine solo da alcuni specialisti)

I tendini potrebbero lesionarsi e di conseguenza causare problemi alla spalla. In caso di lesione o rottura di un tendine, la spalla ne risentirebbe molto, specialmente nella limitazione dei movimenti e in particolare durante il sollevamento o la torsione del braccio dietro alla schiena.

Le principali cause che potrebbero danneggiare i tendini della cuffia dei rotatori

Se ti stai domandando perché i tendini della cuffia dei rotatori potrebbero essere soggetti a lesioni o danni, i motivi sono diversi. Ecco una sintesi dei principali:

  • Eventi traumatici, come un incidente, una caduta, la lussazione della spalla o una distorsione
  • Usura graduale, dovuta al passare del tempo che tende a consumare i tendini. 
  • Movimenti scorretti
  • Sforzi continui e prolungati nel tempo

Quando la cuffia dei rotatori subisce un evento traumatico, in caso di lesione il paziente avverte proprio una sensazione di strappo. Nella maggior parte dei casi a pagarne le conseguenze è il tendine sovraspinato, maggiormente esposto a sollecitazioni traumatiche. 

Dolore e perdita della forza possono essere due sintomi evidenti che ragionevolmente potrebbero indurre a sospettare una lesione, e richiedere dunque l’esecuzione del test di Hawkins – Kennedy.

Cosa fare se il test di Hawkins risulta positivo

Svolgere il test di Hawkins serve appunto a individuare l’eventuale presenza di un tendine rotto o danneggiato. Cosa fare in questi casi, in che modo agire per aiutare con efficacia il paziente?

È qui che entra in gioco tutta la tua competenza. Innanzitutto la diagnosi tempestiva è un elemento chiave che aiuta a individuare il problema in maniera semplice e rapida. Se dal test emerge un danno ai tendini o la sindrome da impingment, allora puoi intervenire con la tua professionalità e le tue capacità.

Nella maggior parte dei casi, il percorso riabilitativo tempestivo può aiutare efficacemente il paziente a recuperare il suo stato di salute, eliminando prima il dolore e poi riportandolo in una condizione ottimale.

La tua preparazione di operatore, richiede la messa a punto di un piano di trattamento che potrebbe il più delle volte essere caratterizzato da diverse sedute, incentrate inizialmente sulla riduzione dello stato di sofferenza e poi sul recupero del paziente.

Sedute che prevedono massaggi, esercizi e rieducazione a determinati movimenti ma che con il tempo si rivelano efficaci.

Al contrario, se il problema viene a lungo ignorato o anche sottovalutato, in quel caso terapie più invasive sono quasi inevitabili. In tal senso puoi accompagnare e guidare il paziente, affinché possa seguire il tuo piano di recupero che con il tempo può sortire i risultati sperati. Oltre alla tua manipolazione, potrai supportare il paziente indicandogli quali esercizi eseguire da casa, nell’intervallo tra una seduta e la successiva.

Conclusioni

Similmente al test di Neer, anche il test di Hawkins alla spalla aiuta a individuare la sindrome da impingment subacromiale. 

Il test consiste nella valutazione ortopedica della zona della spalla e più nello specifico della cuffia dei rotatori. Durante il test infatti, si verifica lo stato del tendine sopraspinato, del tendine capo lungo del bicipite e della articolazione acromioclavicolare.

Insieme al test di Gerber e all’IRSST, possono essere molto importanti per conoscere lo stato di salute del paziente che lamenta dolori tra la cuffia dei rotatori e l’arcata coraco-acromiale.

Dolore e limitazione dei movimenti possono essere sintomi abbastanza inequivocabili per decidere di svolgere il test sul paziente. 

In particolare il test di Hawkins, detto anche Hawkins – Kennedy, si esegue con il paziente in posizione di relax a cui si fa roteare passivamente il braccio, con il gomito a 90° gradi. 

È possibile eseguire il test anche al piede e In presenza di dolore, il test si dice positivo e potrebbe rivelare una frattura composta, oppure scomposta con sublussazione sottoastragalica o scomposta del collo con sublussazione delle articolazioni periastragaliche.

Eventi traumatici o usura dei tendini possono con il tempo portare a rotture dei tendini della spalla, specialmente del sovraspinato.

Con un test di Hawkins positivo, occorre agire con tempestività, in modo da favorire il recupero del paziente, cercando di evitargli trattamenti più invasivi, come quello chirurgico o farmacologico.

Un trattamento riabilitativo può essere risolutivo se eseguito da mani esperte e dalla competenza che sarai in grado di acquisire e di mettere in pratica con i tuoi pazienti. Il percorso di specialista di questo settore è in tal senso un valido aiuto per accrescere la tua professionalità e offrire servizi di standard elevato ai tuoi pazienti. 

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