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Il trigger point cervicale rappresenta per te un buco nero di cui non conosci assolutamente nulla? Hai già un’infarinatura di quelli che sono i cosiddetti punti grilletto ma hai necessità di approfondire l’argomento?

Sei sicuramente un tecnico del settore e se sei arrivato qui è per sapere di più riguardo ai punti trigger cervicale nello specifico. Il tuo interesse verso questo campo è già una premessa necessaria per diventare un operatore capace e affidabile, sia che lavori già nel settore, sia che tu intenda iniziare a breve, dopo esserti formato in maniera opportuna.

Spesso i pazienti arrivano da te con informazioni raccolte in giro e spesso fuorvianti: questo rende necessario che da operatore nel campo dei massaggi, della massoterapia o fisioterapia, tu sia altamente qualificato.

In particolare, se il paziente si presenta con una condizione clinica di punti grilletto o trigger point e cervicale, non puoi certo operare con manipolazioni a caso, che rischierebbero di non aiutarlo a stare meglio, se non addirittura di peggiorare la sua condizione.

Questo articolo è per te che hai voglia di crescere come professionista, per te che vuoi imparare la professione con competenza, per te che vuoi offrire al paziente la possibilità di un percorso di recupero veloce, efficace e che duri nel tempo.

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I trigger point cervicale: maggiore la tua conoscenza, migliore la tua professionalità in campo

Prima di pensare a come affrontare un trigger point cervicale, quando un paziente si presenta da te per la sua guarigione, è importante risalire alla natura stessa del trigger point.

È infatti utile comprendere innanzitutto cosa si intende per trigger point, perché più saranno complete le tue conoscenze al riguardo e maggiori saranno le tue capacità di:

  • comprendere le cause all’origine del trigger point per cervicale
  • individuare il punto dove i punti trigger cervicale originano
  • stabilire un piano di trattamento che restituisca benessere al paziente, eliminando il dolore

I trigger point, la cui traduzione significa “punti grilletto”, sono una condizione che riguarda le fibre muscolari. I trigger point furono codificati nel 1943 da un medico americano, la dottoressa Travell, la quale definì con questo termine i piccoli noduli che si formano sulle fibre muscolari.

I punti trigger cervicale sono fonte di dolori di diversa natura e possono presentarsi per cause differenti, in qualsiasi tipologia di paziente. Per questa ragione conoscerli bene è importante, perché per ciascuna causa scatenante e per ogni paziente, occorre intervenire con un trattamento specifico e su misura.

I punti trigger sono proprio dei noduli che si formano lungo le fibre muscolari e che sono causa di iperirritazione del muscolo. Si possono percepire al tatto perché si presentano come noduli e sono avvertiti dal paziente perché fonte di dolori al sistema muscoloscheletrico, in aree specifiche.

In particolare, è importante che tu sappia che nella maggior parte dei casi la localizzazione del dolore non coincide con la zona in cui il trigger point si è formato. Il paziente può avvertire dolore alla fascia dorsale o delle tempie, anche quando si tratta di un trigger point cervicale.

Stabilire un trattamento adeguato è subordinato all’individuazione del trigger point cervicale

Da operatore competente, non puoi certo pensare di imparare delle tecniche per risolvere il punto trigger in maniera standard e univoca. Non potrebbe esserci errore più grave! Ogni trigger va trattato in base alla zona in cui sorge e alla causa che lo ha originato.

Per un operatore inesperto, l’individuazione di un trigger point può trasformarsi in un compito arduo, in una missione impossibile a cui è difficile trovare soluzione. Per tale motivo, prima di affrontare il trigger point, devi conoscerne a fondo le caratteristiche, scoprendo che un trigger point cervicale potrebbe scatenare intense cefalee, per esempio.

Conoscere la mappatura di proiezione, in tal senso, ti aiuta a risalire al trigger point e a intervenire di conseguenza.

Il trattamento manuale di un trigger point consiste in una serie di manovre, ben complesse rispetto a un massaggio ordinario. Risolvere un punto grilletto infatti, implica l’intervento non solo sulla fascia muscolare ma anche sulla sua ossigenazione e flusso sanguigno.

In presenza di un punto trigger si verifica lo stato di scarsa ossigenazione dei tessuti circostanti, nonché una ridotta vascolarizzazione. Intervenire in tal senso in maniera competente, è necessario se intendi rendere efficace il tuo intervento sul paziente.

A tal proposito le tecniche per risolvere un trigger point sono differenti, ma quelle più efficaci hanno in comune l’intervento da parte dell’operatore specialista finalizzato al ripristino del corretto afflusso di sangue, nonché alla normalizzazione dell’ossigenazione dei tessuti. Solo successivamente si può procedere al trattamento manuale del trigger point.

Tutto quello che dovresti sapere sul trigger point cervicale e che (forse) non hai mai osato chiedere

Il trigger point cervicale viene per praticità suddiviso in sottocategorie, che ti aiutano a agire più specificamente ed efficacemente, quando hai un paziente che ne soffre. Parlare di trigger point in quest’area specifica del corpo, significa dunque includere:

  • Trigger point cervicale, che interessa tutta la zona cervicale
  • Trigger point rachide cervicale, che si riferisce in particolare al nervo rachide cervicale
  • Trigger point massetere, ovvero relativo al muscolo che si trova nella mandibola. La sua individuazione avviene con la mandibola leggermente aperta e con la tastazione pollice-indice.

Si tratta di una stessa zona di riferimento, ma con specifiche suddivisioni che rendono più facile la personalizzazione di intervento da parte dell’operatore.

Nel caso, per esempio, del trigger point massetere, il dolore riferito si avverte all’orecchio, al sopracciglio, ai denti e in alcuni casi comporta anche limitazioni nell’aprire la mandibola. Questo specifico trigger point è causato dalla postura errata della testa, quando tende ad anteriorizzarsi o può derivare dall’abitudine di masticare chewing gum troppo frequentemente.

Il trigger point rachide cervicale è invece spesso causa di dolori alle orecchie, ai denti, associati a vertigini e sinusite.

In generale, il trigger point cervicale è causa di pesantezza alla testa e di una sensazione di pressione nella zona delle tempie; oltre ai dolori dei muscoli cervicali.

Come potrai notare, già solo in un’area circoscritta come quella cervicale, esiste una serie di segnali differenti che possono aiutarti nell’individuare il trigger point.

Trigger point e classificazione in base alle caratteristiche cliniche

In presenza di trigger point cervicale, sintomi e segnali possono essere facilmente individuabili, di conseguenza classificare i trigger point non è difficile, se conosci le loro caratteristiche. Le principali sono:

  • Local Twitch Response, individuato anche con l’acronimo LTR, è una caratteristica del trigger point che consiste in improvvisi spasmi muscolari involontari.
  • Dolore riferito: ovvero quando il paziente avverte una sensazione o un dolore in un’area diversa da quella in cui è presente il trigger point. Spesso è associato a formicolii, calore, bruciore o fitte. Un dolore alle tempie è per esempio sovente causato da un trigger point cervicale.
  • Tenderness, ovvero la sensazione di dolore o iperirritabilità nel punto in cui avviene la palpazione.

Per queste tre caratteristiche, si usa per comodità dividere i trigger point in latenti e attivi. I primi si riferiscono alle condizioni in cui il trigger point si manifesta solo se sollecitato direttamente, mentre i secondi includono i trigger point che si avvertono con sintomi spontanei o tenendo una particolare posizione.

Tecniche e metodi per risolvere i trigger point per cervicale e aree circostanti

Data la complessa natura dei trigger point e aiutandoti con la mappa trigger point cervicale, puoi coonoscerne causa, origine e localizzazione e intervenire di conseguenza.

Trattare i punti trigger cervicale è importante per evitare che i muscoli a lungo andare si indeboliscano, per eliminare il dolore o i diversi sintomi che ne derivano, per arginare il rischio di cronicità e per evitare un’alterazione delle capacità di movimento del paziente.

Le tecniche per risolvere un trigger point sono diverse ma le più efficaci possono essere considerate le seguenti:

  • Dry needling: basata sull’utilizzo di un ago molto sottile che viene posto sulla banda interessata dal trigger point.
  • Stretch and spray, consiste nell’allungamento della fibra muscolare su cui è presente il trigger point e successiva applicazione di ghiaccio spray, in modo da riattivare la circolazione e l’ossigenazione, agevolando la manovra di scioglimento del nodulo.
  • Contrazione e rilascio, si tratta di una tecnica che consiste in 2 o 3 sessioni di contrazione del muscolo e successivo rilascio, per ripristinare il flusso circolatorio e lo scioglimento del trigger point, tramite manipolazione.
  • Compressione ischemica: è una tecnica maggiormente utilizzata e più efficace.

Per poter intervenire sui tuoi pazienti in modo appropriato e stabilire quale tecnica si addica maggiormente, devi essere preparato e competente. Non è difficile, se accedi a corsi di formazione adeguati e messi a disposizione da professionisti del settore.

Abbiamo predisposto un percorso di formazione per te completo ed esaustivo che ti insegna tutte le tecniche per diventare un esperto nel campo dei trigger point. Diventare uno specialista può essere davvero facile e veloce, se ti affidi a formatori esperti e affidabili.

I nostri corsi sono completi, semplici e facili, perciò in poco tempo puoi raggiungere un livello di professionalità tale da ritenerti un vero esperto nel trattamento dei trigger point.

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