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Un operatore nel settore dei massaggi che lavori con dedizione e passione è un operatore che sicuramente è alla ricerca continua di una crescita personale e professionale. Non ci sono dubbi sul fatto che tu sia uno di questi, altrimenti in questo momento potresti startene beatamente rilassato e giocare al Sudoku!

Dal momento che il tuo tempo è prezioso e che sappiamo bene quanto ti impegni per svolgere al meglio la tua professione, allora abbiamo preparato una sintesi delle principali caratteristiche della pratica della riflessologia plantare, in particolare legata ai casi di pazienti con stati d’ansia.

Infatti con la riflessologia plantare l’ansia può essere risolta, grazie al trattamento che un bravo operatore è in grado di esercitare sui piedi del paziente, al fine di allentare le sue tensioni.

Procedendo con ordine, puoi rinfrescare o integrare la tua conoscenza della riflessologia plantare in generale e delle basi su cui si fonda tale tipologia di manipolazione.

Troverai inoltre alcuni consigli e indicazioni su come e quando procedere con la riflessologia plantare, in particolare con i pazienti che vivono stati di ansia e alterazioni dovute a stress e alle varie tipologie di tensione.

Un piccolo passaggio anche sulla riflessologia della mano per l’ansia, che talvolta rappresenta un’alternativa utile quando la pratica plantare non può essere presa in considerazione, per le ragioni che troverai indicate.

Pronto per un’avvincente esplorazione nel mondo della riflessologia plantare per ansia? Si parte, allora!

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Tutto quello che dovresti sapere sulla riflessologia plantare e sulle sue funzionalità

Prima di approfondire in che modo riflessologia plantare e ansia sono collegate fra loro, ti può tornare utile andare a fondo riguardo alla pratica stessa della riflessologia. In questo modo ti saranno più chiari gli impieghi che puoi fare di questa specifica disciplina, specialmente quando si tratta di prenderla in considerazione con i casi di ansia, per esempio.

La riflessologia è una pratica di massaggi dalle origini molto antiche. Infatti già millenni di anni fa era utilizzata in Cina e successivamente nell’Antico Egitto. Nei secoli ha mantenuto la sua importanza grazie all’efficacia dei risultati ottenuti.

Bisogna arrivare solo al secolo scorso per vedere la riflessologia applicata da esperti in occidente. Fu infatti il medico statunitense William Fitzgerald che la diffuse, mettendo in evidenza i suoi benefici.

La riflessologia plantare si pone con un approccio olistico il cui scopo è quello di ripristinare l’equilibrio dell’organismo e delle energie vitali che lo percorrono. Disfunzioni, alterazioni, dolori e altri problemi, infatti, sono secondo la riflessologia, sono il sintomo che in qualche punto dell’organismo le energie sono interrotte od ostruite. L’esperto in riflessologia mira quindi a favorire il recupero dell’armonia generale di corpo e mente.

I fondamenti della riflessologia plantare sono i punti riflessi, vale a dire i punti che partono dal piede e che si riflettono in aree diverse del corpo. In altre parole, i piedi sono la parte del corpo su cui confluiscono le innervazioni di apparati e sistemi. Nel piede sono presenti le innervazioni degli organi, delle ossa e delle articolazioni, quindi lavorando sul piede in punti specifici, puoi sortire reazioni in tutte le aree del corpo, sia a livello fisiologico che a livello psicologico. 

La riflessologia plantare, come vedrai meglio tra poco, lavora attraverso movimenti di digitopressione tenendo conto della mappa dei punti del piede, in base alle aree del corpo in cui vuoi ottenere determinati risultati.

Come viene eseguita la riflessologia plantare: tecniche e manovre per praticarla correttamente

La riflessologia plantare, per quanto in buona parte dipenda dalla tua capacità, dalla tua esperienza e dalla tua sensibilità di operatore, si basa comunque su tecniche abbastanza precise.

Per lavorare sul paziente con la riflessologia, occorre conoscere bene le tecniche e l’uso della digitopressione. Sarà principalmente con la pressione dei pollici che puoi intervenire sui vari punti del piede del paziente. L’intensità la puoi stabilire caso per caso, tenendo anche conto della sensibilità del paziente stesso. 

Nei casi in cui non è possibile lavorare sul piede potrai ricorrere alla riflessologia della mano: ansia e altri disturbi potranno essere risolti o almeno ridotti.

I movimenti di digitopressione seguono una traiettoria circolare dell’aria interessata, ma di solito è bene iniziare la seduta con una fase preparatoria di riscaldamento che aiuti a predisporre il piede a ricevere il massaggio vero e proprio. 

Solo quando il piede è pronto, puoi iniziare con la vera e propria manipolazione riflessologica, il cui obiettivo è quello di ripristinare l’equilibrio e l’armonia del paziente.

In modo agisce la riflessologia plantare sui punti dell’ansia: effetti benefici

Con incalzanti ritmi di vita quotidiani ormai nessuno è indenne all’ansia. Condizioni di stress e frenesia rendono difficile a chiunque riuscire a mantenere l’equilibrio e uno stato fisico e psicologico esenti da problemi di diversa intensità e legati ad ansia ma non solo (si pensi agli stati depressivi, ecc.).

È indubbio che la riflessologia plantare possa essere molto efficace quando si tratta di stati di ansia, grazie ad un approccio molto delicato che tale pratica è in grado di esercitare sul piede e di riflesso sul paziente con ansia.

Agendo sulle zone riflesse del piede, la riflessologia plantare può di fatto agire su tutto il sistema corpo e mente. I vantaggi e i benefici quando si tratta di lavorare sull’ansia, possono essere davvero efficaci e di lunga durata.

Lo stato di ansia trascina con sé molti stati d’animo ad essa correlati. Si pensi alla paura, al sentirsi a disagio, alla tensione, alle preoccupazioni ma anche l’aspetto fisiologico ne è direttamente influenzato. Un paziente ansioso potrà molto facilmente risentire di diversi disturbi quali ad esempio:

  • Le palpitazioni e la tachicardia
  • Le diverse tipologie di disfunzioni legate al metabolismo e al senso di fame
  • I disturbi del sonno
  • Gli scompensi ormonali
  • Diverse e probabili patologie conseguenti

Si tratta di certo di un problema da non sottovalutare e su cui intervenire con una certa sollecitudine. Le conseguenze di uno stato di ansia trascurato o non curato potrebbero essere anche di una certa entità, portando a depressione o ad altre patologie. 

La riflessologia permette di lavorare sull’ansia partendo dalla respirazione, ovvero ripristinando un corretto ritmo respiratorio e favorendo la giusta ossigenazione. Le conseguenze di un trattamento riflessologico sull’ansia si avvertono in primis a livello del diaframma, il cui muscolo si rilassa per iniziare a respirare meglio. 

Lavorare sul piede aiuta di fatto il paziente a rilassarsi e a ritrovare una sensazione generale di benessere, proprio in virtù delle terminazioni nervose che dal piede si estendono a tutti gli organi e muscoli.

In che modo lavorare sui piedi per agire sull’ansia del paziente

Abbiamo già visto che la riflessologia plantare, anche quando si trattano gli stati di ansia, lavora principalmente attraverso movimenti di digitopressione. L’area del piede afferente all’ansia è quella intorno all’articolazione metatarso – falangea in corrispondenza del secondo dito. È in questa zona infatti che trovi le corrispondenze con la regione del diaframma. 

Per intervenire anche sul miglioramento della respirazione che con l’ansia risultata sensibilmente alterata, potrai lavorare sul dorso del piede, negli interstizi tra un metatarso e l’altro. 

Potrai esercitare una pressione non troppo forte e la cui intensità cresce in maniera graduale. 

Tale trattamento può essere preso in considerazione sia con stati di ansia già in atto, sia con pazienti che avvertano i primi segnali che preannunciano l’insorgenza di stati ansiosi dovuti allo stress o ad altre cause.

Da esperto nella pratica della riflessologia plantare per l’ansia, hai un ruolo fondamentale nell’aiutare il paziente a ritrovare il benessere. Il tuo intervento parte dall’analisi delle condizioni del paziente stesso, attraverso un attento ascolto del suo stato.

Saper conoscere le cause, i sintomi e le difficoltà del paziente, ti aiuta a impostare un piano di trattamento adeguato ed efficace.

Di norma una seduta di massaggio dura intorno ai 45 minuti ma può estendersi anche oltre l’ora.

Dovrai ascoltare il paziente, segnare dettagli che possano tornare utili nel pianificare il trattamento e raccogliere quanti più dati è possibile. L’acquisizione di un numero di informazioni elevato ti permette non solo di approntare il piano di trattamento migliore ma anche di aiutare il paziente a conoscere se stesso più a fondo, compresi i suoi limiti. Questa consapevolezza permette al paziente di sapere quando sta per raggiungere una condizione che potrebbe portarlo a stati di ansia e riconoscere il momento giusto in cui contattare uno specialista come te.

La riflessologia infatti funziona anche se c’è un lavoro sinergico in cui convergono le forze del paziente e dell’operatore, in cui si agisca in assonanza al fine di ottenere maggiori benefici.

Il tuo intervento di operatore e una sorta di mantenimento che il paziente può svolgere da solo, permetteranno di poter prolungare il beneficio ottenuto dopo la sessione di massaggio riflessologico e di preservare il paziente da futuri stati di ansia.

La tua capacità di professionista si esprime di fatto anche nella guida al paziente, al quale trasmettere alcune nozioni con cui potersi auto trattare, una volta lasciato il tuo studio.

La riflessologia potrà dunque ripristinare l’equilibrio corpo – mente del paziente, permettendogli di allontanare l’ansia dal suo vivere quotidiano.

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