Massoterapia decontratturante: in cosa consiste? Quando praticarla? A queste ed altre domande potrai trovare una risposta e conoscere in maniera più approfondita tutto quello che ruota attorno a questa particolare tecnica di massaggi.

Se ti ritrovi ad esercitare la professione o stai pensando di iniziare un percorso in tal senso, è probabile che, motivato dal desiderio di offrire servizi sempre più specializzati ai tuoi pazienti, tu voglia conoscere tutto quello che riguarda questa disciplina ancora poco diffusa.

Massoterapia decontratturante: costi, caratteristiche, tecniche, aree di applicazione sono gli argomenti che potrai approfondire e con i quali iniziare il tuo percorso per diventare un esperto nel campo della massoterapia decontratturante.

Specializzarsi in un campo come quello della massoterapia ti permette di offrire ai tuoi pazienti servizi di manipolazione professionale e mettere le tue competenze a disposizione di chi è alla ricerca del recupero del benessere.

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Cosa si intende per massoterapia decontratturante

Il campo dei massaggi in generale ha conosciuto negli ultimi decenni in modo particolare uno sviluppo esponenziale.

Se prima bastava manipolare il paziente con gesti quasi standardizzati, oggi non è più sufficiente. Il paziente stesso è diventato meno sprovveduto e più esigente, mentre la tua professionalità esige standard più elevati, trattamenti personalizzati e un programma di lavoro sul paziente particolareggiato e fatto su misura.

Per questa ragione, tra le varie specializzazioni dei massaggi, si è arrivati – fra gli altri – alla massoterapia decontratturante.

La massoterapia è una disciplina che si basa soprattutto sull’intervento in quelle fasce muscolari dove siano presenti dolori, tensioni, contratture.

In particolare quando si parla di massoterapia decontratturante, si includono le manovre il cui scopo è quello di sciogliere le contratture a livello muscolare.

Tali manovre intervengono non solo sui muscoli ma anche nel recupero di una corretta vascolarizzazione e dell’ossigenazione dei tessuti.

Quando i muscoli sono sotto pressione, per ragioni traumatiche o posturali o di altra natura, anche i vasi sanguigni risentono. Di conseguenza i tessuti non vengono irrorati regolarmente e sono pertanto soggetti a carenza di ossigenazione.

La massoterapia decontratturante aiuta in tal senso e permette di normalizzare la condizione del sistema muscolo scheletrico interessato.

Sviluppatasi nel secolo scorso, la massoterapia è oggi una pratica molto utile e dai molteplici benefici, in grado di riportare il paziente ad uno stato ottimale psico – fisico, già dopo le prime sedute. Sebbene infatti sia sempre suggeribile concordare con il paziente stesso una serie di sessioni cadenzate nel tempo, gli effetti di un massaggio di massoterapia decontratturante si fanno sentire nell’immediato, già a partire dalla prima sessione.

Infine, è fondamentale essere competenti e conoscere a fondo le caratteristiche di questa pratica, perché il paziente possa beneficiarne a fondo. Diversamente, ovvero improvvisando manovre di cui non conosci le conseguenze, potrebbe peggiorare lo stato di salute del paziente stesso.

In quali zone si può esercitare la massoterapia decontratturante

La massoterapia decontratturante si rivela particolarmente versatile, per la molteplicità di zone in cui può essere applicata. Non a caso si usa riconoscerne l’area di competenza, denominandola in base a come segue:

  • Massoterapia decontratturante lombare: fa riferimento all’area corrispondente al quadrato dei lombi e comprende la parte inferiore vertebrale e la zona del bacino. Particolarmente indicata quando siano presenti lombalgie di varia natura e dolori attigui alla parte bassa della schiena. Di solito i massaggi vengono concentrati principalmente ai lati dei fianchi, perché è lì che le fasce muscolari presentano maggiori sofferenze. Quando l’intervento in quest’area richiede il coinvolgimento di zone più estese, si parla di massoterapia decontratturante rachide lombare. In tal caso sono comprese ben 5 vertebre lombari e i corrispettivi sei dischi intervertebrali. La massoterapia del rachide lombare si rivela particolarmente utile nei pazienti che soffrono di ernie discali, in quanto il massaggio permette di riattivare la circolazione sanguigna, dove si presentino sofferenze o ischemie localizzate.
  • Massoterapia decontratturante cervicale, con corrispettiva massoterapia decontratturante rachide cervicale: è quella che comprende le prime vertebre e interessa tutta la zona intorno al collo. È ideale quando siano presenti cervicalgie, dovute a stress, posture scorrette, traumi, ecc. Si tratta di una zona da trattare con particolare competenza, data la difficoltà di raggiungere la prima e seconda vertebra ma promette grandi risultati in termini di recupero del benessere per il paziente.
  • Massoterapia decontratturante paravertebrale: questa particolare tipologia, comprende l’area dei fasci muscolari posti tra le vertebre, denominati appunto paravertebrali e il cui compito è quello di supportare il rachide. Tali muscoli lavorano in sinergia con gli altri muscoli che si trovano nella zona toracica e sostengono, oltre che rinforzare, la colonna vertebrale, adibita alla protezione del midollo spinale e al mantenimento di una posizione eretta. Questa tipologia di manipolazione viene anche definita massoterapia decontratturante rachide in toto, se coinvolge tutti i muscoli paravertebrali della colonna.
  • Massoterapia decontratturante spalla, talvolta associata alla terapia cervicale, questa specifica tipologia di massaggio riguarda in particolare i fasci muscolari deltoidi, sottoscapolare e gli altri muscoli che appartengono alla Cuffia dei Rotatori. In questa zona in particolare, la massoterapia si svolge sia esercitando una pressione energica (nell’area del deltoide in particolare), sia intervenendo con estrema delicatezza, quando è il momento di raggiungere il muscolo sottoscapolare, a cui si accede da sotto l’ascella.

Le contratture muscolari possono presentarsi in molte zone del corpo e si verificano proprio con la contrazione delle fibre muscolari, causando dolore e spesso limitando la mobilità. Le ragioni di una contrattura possono dipendere da cause che spaziano dalla postura non corretta, all’accadimento di un trauma.

Da specialista puoi da un lato intervenire direttamente sul paziente con la massoterapia e dall’altro condurre assieme a lui un ciclo di rieducazione, affinchè atteggiamenti posturali errati possano essere corretti.

Con la prima seduta infatti, puoi concordare con il paziente sedute successive e una serie di esercizi che lo aiutino ad abituarsi a movimenti corretti.

La prevenzione è una parte fondamentale del tuo lavoro di terapista e va svolta in un lavoro di sinergia con il paziente stesso.

A maggior ragione la tua competenza assume un valore fondamentale, quando consideri tutti i compiti che sei chiamato ad assolvere, per aiutare il paziente a recuperare uno stato di salute ottimale e che duri nel tempo.

Incompetenza o superficialità nell’approccio, potrebbero sortire l’effetto contrario e talvolta addirittura peggiorare il suo stato di salute.

Le caratteristiche della manipolazione in una seduta di massoterapia decontratturante

Ogni seduta di massoterapia decontratturante parte dal presupposto che a praticarla siano mani competenti, guidate dalla professionalità di chi la esercita.

La massoterapia si svolge attraverso differenti tecniche che possono essere distinte o abbinate tra loro. La differenza consiste nella tipologia di paziente e nella tua capacità di stabilire il trattamento più adeguato, prima di intervenire con la manipolazione.

Si usa suddividere le differenti tecniche in base all’energia, alla velocità e all’intensità della manipolazione:

  • Tecnica della frizione: si svolge con i polpastrelli che eseguono movimenti brevi e circolari, smuovendo i muscoli e la pelle. È ideale per eliminare le tossine, per migliorare la vascolarizzazione (iperemia), per sortire un effetto rilassante e alleviare il dolore. Efficace sul paziente da un punto di vista psicologico e fisiologico
  • Tecnica delle vibrazioni: si eseguono delle oscillazioni sulla zona da trattare, tramite movimenti energici e rapidi. Si tratta di una tecnica che viene svolta con intensità e che aiuta il paziente a ripristinare un corretto afflusso di sangue, a ottenere il rilassamento dei muscoli, a migliorare le tensioni nervose.
  • Tecnica del pétrissage: attraverso il pizzicamento dei tessuti molli, si sollevano i fasci muscolari, seguendo la direzione delle fibre. I movimenti sono trasversali o di torsione e senza mai perdere il contatto con la pelle. A seconda dell’intensità con cui viene svolta questa tecnica, puoi aiutare il paziente a eliminare le tossine, a rilassare i muscoli, ad aumentare l’elasticità nella contrazione muscolare.
  • Tecnica della percussione: conosciuta anche come Hachement Y Tapotement, questa tecnica si esegue molto energicamente con il palmo delle mani. Si svolge mediante percussioni rapide ma leggere, alternate a movimenti eseguiti con pressione maggiore. I benefici di questa tecnica si manifestano nella sensazione di maggiore energia da parte del paziente, nel potenziamento della circolazione sanguigna, nella stimolazione dell’ossigenazione dei tessuti e nel ridare tono ai fasci muscolari.
  • Tecnica dell’effleurage: conosciuta anche come tecnica dello sfregamento, si esegue con movimenti circolari leggeri e lenti. Si può eseguire in maniera superficiale o profonda a seconda dei risultati che si vogliono ottenere. La differenza principale consiste nello scorrimento o meno dei tessuti adiacenti. Ha un notevole effetto decontratturante, favorisce la circolazione e l’ossigenazione, riduce la sensibilità dei fasci nervosi, ha un effetto calmante e di rigenerazione della pelle.

Come ti sarà ormai evidente, la massoterapia sortisce notevoli benefici per il paziente sofferente e richiede una grande competenza da parte di chi la esegue. È bene sottolineare ancora una volta che è necessaria non solo la competenza nelle tecniche di esecuzione ma anche la capacità di un professionista nella scelta delle tecniche adatte, in base allo stato di salute del paziente e dei sintomi accusati.

La tua professionalità è la conditio sine qua non per intervenire sul paziente in maniera affidabile ed efficace, ed essere obiettivamente in grado di aiutarlo a recuperare il benessere.

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