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Il settore della manipolazione terapeutica è sempre più particolareggiato e negli ultimi anni ha assistito a una evoluzione del suo significato, partendo dalla capillarità di tecniche adottate.

Essere esperti della manipolazione oggi richiede grande preparazione e attenzione al paziente ma soprattutto implica la necessità di svolgere trattamenti concepiti su misura. Tu per primo saprai già che ogni paziente è diverso da tutti gli altri, per le sue esigenze, per le condizioni che presenta quando si rivolge a te e per la sua stessa natura.

Ecco perché conoscere e mettere in pratica trattamenti personalizzati è alla base della tua professione, se vuoi svolgerla in maniera affidabile e competente.

Percorriamo assieme la strada dei dermatomeri e approfondiamone le caratteristiche, la loro funzione e tutti i dettagli relativi.

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Dermatomeri: la loro importanza per conoscere meglio il paziente e pianificare il trattamento più adeguato

I dermatomeri sono regioni cutanee che si estendono dalle innervazioni spinali dei nervi spinali. Per ogni coppia di nervo spinale, vi è il corrispondente dermatomero, tranne in due casi che vedremo nel dettaglio a breve. I nervi spinali appartengono al sistema nervoso periferico e, partendo dal midollo spinale, si diramano sul lato destro e su quello sinistro della colonna vertebrale.

I nervi spinali, in cui sono contenuti neuroni, appartengono ai nervi misti ed assolvono a funzioni sia motorie che sensitive. Un perfetto stato di salute dei nervi spinali garantisce dunque la funzionalità motoria e sensibile delle regioni ad essi collegati.

Infatti ogni nervo spinale trasmette una sensazione al cervello, che parte da una specifica regione del corpo umano.

Di sicuro può essere utile ricordare che le coppie di nervi spinali sono 31, così suddivise:

  • Nervi spinali cervicali: sono 8 in totale e vengono riconosciuti con la lettera C (per cui si ha il nervo spinale cervicale C1, il C2, C3, C4 e via fino ad arrivare al nervo spinale cervicale C8. L’area spinale cervicale interessa la zona della testa e degli arti superiori, compreso collo, mani e spalle.
  • Nervi spinali toracici: sono 12 coppie, indicate con la lettera C. Avremo quindi il nervo spinale toracico T1, il T2, il T3, proseguendo fino al T12. Da questa regione, le innervazioni spinali si estendono fino alla parte interna delle braccia, al torace, all’addome e alla zona centrale della schiena.
  • Nervi spinali lombari: composti da 5 coppie individuate con la lettera L. Pertanto si avrà il nervo spinale lombare L1, L2, L3, L4 e L5. Tale regione è localizzata nella fascia bassa della schiena e le innervazioni giungono alla parte anteriore degli arti inferiori, ai polpacci, alla zona superiore e inferiore dei piedi.
  • Nervi spinali sacrali: si tratta di 5 coppie riconoscibili dalla lettera S. Quindi troveremo il nervo spinale S1, S2, S3, S4 e S5. Dai sacrali, le innervazioni giungono alla fascia genitale, alla zona anale, alla regione dietro alle cosce e gambe e alla parte esterna dei piedi.
  • Ultimo il nervo spinale coccigeo, individuato con la sigla Co1.

Per ogni coppia di nervo spinale, è abbinato un dermatomero. Le uniche eccezioni sono nel caso del nervo spinale cervicale C1 e per il nervo spinale coccigeo Co1.

Per tale ragione i dermatomeri sono zone di riferimento estremamente importanti per risalire a eventuali lesioni del midollo spinale o per individuare l’origine di infiammazioni, come nel caso dell’herpes zoster.

Fatto questo veloce ripasso, sarà più semplice comprendere la funzione dei dermatomeri, ai fini scientifici e terapeutici.

Il legame fra un dermatomero e la coppia di nervi spinali ad esso abbinata

Il legame tra dermatomeri e nervi spinali è molto stretto, in quanto consistono in regioni specifiche della cute che seguono le innervazioni spinali di una singola coppia di nervi spinali.

Ad ogni nervo spinale viene quindi associato un dermatomero, che si estende per la afferente innervazione spinale. Per tale ragione si hanno i dermatomeri L2, per fare un esempio, ovvero relativi alla innervazione spinale che origina dalla coppia di nervi spinali lombari L2. Ciascun dermatomero prende il nome della coppia di nervi spinali da cui la relativa innervazione spinale origina.

Il corpo umano è quindi idealmente suddiviso in regioni cutanee, denominate appunto dermatomeri. Per il riconoscimento dei dermatomeri, si utilizza la mappa dermatomeri sensitivi che aiuta a orientarsi e a risalire alle varie regioni. Le mappe più utilizzate sono quella di Foerster e quella di Keagan e Garrett, rispettivamente risalenti al 1933 e al 1948 e ancora oggi considerate un valido e utile strumento di riferimento.

I dermatomeri dorsali, come i nervi spinali, sono identificati per regioni di provenienza, e nello specifico avremo:

  • Dermatomeri cervicali – i dermatomeri cervicali, che seguono le innervazioni dei nervi spinali cervicali, sono quelli che appartengono alle regioni cutanee in corrispondenza della nuca posteriore, del collo, delle spalle, della parte esterna delle braccia e delle mani.
  • Dermatomeri toracici – i dermatomeri toracici seguono le innervazioni dei nervi spinali toracici e si trovano in corrispondenza delle regioni cutanee nella zona del torace, della parte interna delle braccia, dell’addome e della parte centrale della schiena.
  • Dermatomeri lombari – quelli lombari, sono dermatomeri che si estendono lungo le innervazioni dei nervi spinali lombari e la cui regione cutanea di appartenenza è quella corrispondente alla parte bassa della schiena, alla parte anteriore delle gambe, alla zona esterna delle cosce e ai polpacci.
  • Dermatomeri sacrali – i dermatomeri sacrali seguono le innervazioni dei nervi spinali cervicali e appartengono alle regioni cutanee corrispondenti alla zona genitale, alla regione anale, alla parte posteriore delle cosce e delle gambe e alla regione esterna dei piedi.

Sebbene la distribuzione dei dermatomeri sia pressoché la medesima, in realtà varia lievemente da persona a persona.

I dermatomeri ed eventuali lesioni ai nervi spinali: quale collegamento esiste?

I dermatomeri sono un riferimento molto importante per risalire ad eventuali danni o a lesioni dei nervi spinali.

Ciascun dermatomero è infatti sede di segnali che rimandano a problemi originati alla base dei nervi spinali. Per essere più precisi, ecco una indicazione delle conseguenze di lesioni, rispetto a segnali che si possono cogliere in corrispondenza dei vari dermatomeri.

Una lesione dei nervi spinali cervicali C2 e C3 può essere rivelata in caso di paralisi dei muscoli delle braccia e delle gambe, nonché in presenza di una paralisi dei muscoli addetti all’inspirazione, tanto da generare la necessità della ventilazione meccanica.

Un danno ai nervi spinali cervicali C3 e C4, che interessano i muscoli del diaframma e quindi la funzione motoria dell’inspirazione, potrebbe comportare anch’esso la paralisi dei muscoli dell’inspirazione e conseguente bisogno di ventilazione meccanica.

Qualora fossero i nervi spinali C4 e C5 a subire lesioni, trattandosi delle regioni in cui sono presenti i muscoli deltoide e bicipite brachiale, responsabili del riflesso deltoideo e della funzione motoria di abduzione della spalla, allora il paziente potrebbe rischiare la paralisi degli arti inferiori e superiori.

La lesione del nervo spinale C6, il cui dermatomero corrisponde al muscolo primo radiale esterno, al bicipite brachiale e al muscolo brachioradiale, potrebbe compromettere il riflesso deltoideo e il riflesso brachioradiale. In corrispondenza del dermatomero di questa regione, si svolge la funzione motoria della flessione del gomito, e una lesione potrebbe comportare una paralisi di grave entità ai quattro arti.

Passando al nervo spinale C7, viene preso in considerazione il dermatomero dove sono collocati il muscolo tricipite brachiale, il pronatore rotondo, il muscolo abduttore del pollice e il muscolo opponente, sempre relativo al pollice. La funzione motoria di questa regione è quella relativa allo stiramento del polso e del gomito ma anche l’estensione delle dita. La lesione del nervo spinale C7 potrebbe comportare la paralisi di mani e polsi, limitare i movimenti delle spalle e nei casi di maggiore gravità, portare alla paralisi delle gambe.

Tra il nervo spinale cervicale C8 e il nervo toracico T1, dipartono i dermatomeri che corrispondono alla regione dei muscoli interossei, dell’abduttore del mignolo, dell’abduttore del pollice, del muscolo flessore profondo delle dita. È in questa regione che origina la funzione motoria della flessione delle dita. La presenza di una lesione di questi nervi spinali potrebbe compromettere la mobilità della piccola muscolatura delle mani ma, nei casi di maggiore gravità, causare anche la paralisi di gambe e tronco.

Lesioni ai danni dei nervi spinali toracici T2, T3, T4, T5, T6, T7, T8 e T9 possono causare paralisi sia delle gambe che del tronco.

I nervi spinali toracici T 10 e T11, invece potrebbero, in caso di lesioni o disfunzioni, pregiudicare la sensibilità del dermatomero al di sotto dell’ombelico.

Mentre con una lesione del nervo spinale toracico T12, il paziente potrebbe perdere la sensibilità nella regione del dermatomero che corre al di sotto dell’inguine.

Passando alla regione dei dermatomeri arto inferiore, partiremo dal nervo spinale lombare L2, visto che al nervo spinale L1 non è abbinato alcun dermatomero.

Il dermatomero L2, che si estende lungo le innervazioni del nervo spinale lombare L2 è quello in corrispondenza del muscolo grande adduttore. La funzione motoria relativa è quella dell’adduzione della coscia, per cui in caso di lesione del nervo spinale, la chiusura del ginocchio si renderebbe impossibile.

Il dermatomero L3, dove risiede il muscolo quadricipite femorale, è la regione dove si svolge la funzione motoria dell’allungamento del ginocchio. Se il nervo spinale L3 dovesse subire danni, l’allungamento del ginocchio diventerebbe impossibile.

Il dermatomero L4, in corrispondenza del muscolo tibiale anteriore, muscolo quadricipite femorale e muscolo vasto mediale è afferente alla funzione motoria della flessione del piede ma anche della stabilizzazione del ginocchio. La eventuale lesione del nervo spinale L4 potrebbe comportare il piede cadente, nei casi peggiori.

Il dermatomero L5., che parte dalla innervazione spinale del nervo spinale lombare L5, si trova in corrispondenza del muscolo estensore lungo dell’alluce, del muscolo tibiale posteriore e del muscolo estensore breve delle dita. È lungo questa regione che si svolge la funzione motoria della flessione dorsale dell’alluce, dell’inversione del piede e della flessione delle prime quattro dita. Una torsione del piede preponderante si verificherebbe qualora il nervo spinale lombare L5 subisse danni.

Proseguendo per i nervi spinali sacrali S1 e S2, ci troviamo all’altezza del dermatomero interessato dalla presenza del muscolo gastrocnemio e del muscolo peroneo breve. È qui che si svolge la funzione motoria di flessione del piede e torsione del piede. Entrambi le funzioni motorie sarebbero seriamente compromesse, in caso di lesione o danno del nervo spinale sacrale S1 o S2.

Con i nervi spinali sacrali S3, S4 e S5 in caso di lesione il paziente perderebbe il controllo della vescia e dell’intestino, si potrebbe inoltre verificare una condizione di intorpidimento della regione lombare, nonché presentarsi serie disfunzioni a livello sessuale.

Come si rileva la presenza di lesioni ai nervi spinali, grazie ai dermatomeri

Eventuali lesioni dei nervi spinali possono essere individuate proprio grazie ai dermatomeri. Il test per risalire a disfunzioni viene svolto nella regione del dermatomero e in base alla risposta del paziente, potrai capire a quale nervo spinale riferirti.

Per verificare la presenza di malattie che riguardano le radici dei nervi spinali viene svolta la seguente sequenza di test sul paziente:

  • Test di puntura: ovvero con la leggera puntura di un ago, si rileva la sensazione di dolore in un punto sospetto, in assenza del quale si è in presenza di una molto probabile lesione spinale.
  • Test di sfioramento che consiste nel toccare leggermente la pelle, tamponando con un batuffolo di cotone, per verificare se il paziente abbia sensibilità e avverta lo sfioramento.

Per evitare condizionamenti, solitamente il test viene eseguito con il paziente ad occhi chiusi, in modo che non sia suggestionato. Durante i test, al paziente viene richiesto se avverta eventuali formicolii, intorpidimento o assenza di sensibilità della regione sottoposta all’esame.

Il doppio test è importante per comprendere il grado di lesione spinale. Infatti si parla di lesione lieve se il paziente non ha sensibilità al tocco del batuffolo ma avverte dolore con la puntura di ago; al contrario si parla di lesione importante se il paziente non avverte sensibilità né al tocco né alla puntura.

Dermatomeri arto superiore: nel vivo delle loro funzionalità

Volendo andare ulteriormente nel dettaglio, i dermatomeri che interessano l’arto superiore potrebbero essere suddivisi in tre macro categorie, vale a dire: dermatomeri spalla, dermatomeri braccio e dermatomeri mano.

Partendo dal segmento cervicale e proseguendo fino a parte del segmento toracico, quelli che seguono sono i dermatomeri che interessano gli arti superiori:

  • Dermatomero C4, che comprende la regione del muscolo deltoide e che include la spalla, la clavicola e la zona sovra scapolare;
  • Dermatomero C5, il quale corrisponde alla zona del muscolo deltoide e del bicipite brachiale, e che include la zona deltoide, la parte anteriore del braccio fino al pollice;
  • Dermatomero C6, il quale è posto all’altezza del primo radiale esterno, di parte del bicipite brachiale e del muscolo brachioradiale e coinvolge la parte anteriore del braccio, il lato radiale della mano fino al pollice e all’indice;
  • Dermatomero C7, che comprende l’area del tricipite brachiale, pronatore rotondo, dell’abduttore del pollice e dell’opponente del pollice. Sono quindi inclusi la parte laterale del braccio, l’avambraccio, l’indice, il medio e l’anulare.
  • Dal dermatomero C8 fino al dermatomero T1, troviamo i muscoli interossei, l’abduttore del mignolo, l’abduttore del pollice e il flessore profondo delle dita. Includono dunque la zona mediale del braccio, l’avambraccio, il medio, l’anulare e il mignolo.

Oltre alle funzioni motorie indicate poco fa, le regioni dei dermatomeri arto superiore coprono anche le funzioni che vanno dall’innervazione delle ghiandole sudoripare (funzione eccitosecretrice) alla innervazione delle arterie. Rimanendo tra il plesso cervicale e quello brachiale, cui i dermatomeri del braccio fanno riferimento, i nervi assolvono anche alla funzione di innervare i muscoli striati, la superficie cutanea e quella profonda (definita anche propriocettiva).

Dermatomeri arto inferiore visti nel dettaglio e rispetto alle loro funzionalità

Come per i dermatomeri arto superiore, anche i dermatomeri arto inferiore coinvolgono specifici nervi spinali e possono essere suddivisi in 4 macro gruppi, vale a dire: dermatomeri gluteo, dermatomeri coscia, dermatomeri gambe e dermatomeri piede.

  • Dermatomero lombare L2 – che si estende lungo la parte superiore della coscia e include il muscolo grande adduttore.
  • Dermatomero lombare L3 – che si estende lungo l’area intorno al ginocchio e include il muscolo quadricipite femorale.
  • Dermatomero lombare L4 – che si estende nella regione che comprende l’area mediale della gamba, includendo i muscoli tibiale anteriore, parte del quadricipite femorale e il vasto mediale.
  • Dermatomero lombare L5 – che fa capo alla parte laterale gamba e al lato mediale del dorso del piede e di cui fanno parte il muscolo estensore lungo dell’alluce, il muscolo tibiale posteriore e il muscolo estensore breve delle dita.
  • Dermatomero sacrale S1 – che si estende sulla parte laterale del piede, sul tallone e sulla pianta del piede, e che comprende una parte del muscolo gastrocnemio e una parte del peroneo breve.
  • Dermatomero sacrale S2 – comprendente la parte posteriore della coscia, di cui fanno parte i muscoli gastrocnemio e il peroneo breve.
  • Dermatomeri sacrali S3, S4, S5 – che includono l’area intorno all’ano

Dermatomeri e metameri: quali differenze corrono e in cosa consiste la loro importanza

Se i dermatomeri appartengono alla regione del sistema nervoso periferico, si può affermare che i metameri fanno parte del sistema nervoso simpatico. Cosa sono dunque i metameri e qual è la loro funzione.

Anche i metameri, come i dermatomeri, sono regioni in cui viene idealmente diviso il corpo umano e hanno corrispondenza con gli organi interni e le emozioni da questi derivanti. In tutto i metameri sono 10 e si estendono nella fascia dorsale. Ciascun metamero è alto circa 5 centimetri.

In base alle emozioni che nascono dai corrispettivi organi, il metamero afferente è sede di reazioni che saranno perciò avvertite sulla schiena.

Per entrare più nello specifico avremo i metameri relativi a:

  • Polmoni – collegati all’emozione della tristezza e il cui metamero è posizionato in corrispondenza della nuca e delle spalle.
  • Cuore – da cui consegue l’emozione della gioia e il cui metamero corrisponde alla regione fra l’ultima vertebra cervicale e la seconda toracica.
  • Fegato, vescica e vescica biliare – a cui appartiene la sensazione di rabbia e che si ripercuote nella parte centrale della schiena, sui metameri in corrispondenza delle vertebre toraciche.
  • Stomaco e Pancreas – quando si avverte preoccupazione è a questi organi che viene associata. I metameri corrispondenti riflettono le conseguenze della rabbia all’altezza delle ultime vertebre toraciche e le prime vertebre della fascia lombare.
  • Reni – a cui viene associata la sensazione di paura e il cui metamero è in corrispondenza di questi organi, sulla fascia dorsale.
  • Intestino crasso – collegato con il sentimento della tristezza.
  • Intestino tenue – che, come il cuore, è collegato al sentimento di gioia.

I dermatomeri non hanno più segreti per te: è ora di innalzare il livello della tua carriera

Dopo la lettura di questo articolo avrai appreso moltissime nozioni e approfondito conoscenze di cui avevi già una infarinatura.

Se sei giunto fino a qui, vuol dire che il motore che muove la tua professione è quello della passione e del bisogno di crescita costante.

Queste caratteristiche sono quelle che fanno di un operatore, un vero professionista perché di sicuro ti sei reso conto che non si può presentarsi al cospetto di un qualsiasi paziente senza le competenze adeguate.

D’altronde se non fossi un guerriero della manipolazione terapeutica, non saresti neanche finito tra queste righe.

Sono proprio i professionisti come te che danno valore al tuo stesso lavoro. Perché solo chi è come te sa che l’approccio a un paziente, giovane, anziano, sportivo, sedentario, con patologie o un discreto stato di salute, deve essere svolto in maniera competente.

Cosa significa? Significa che qualunque sia il profilo del paziente con cui avrai a che fare, dovrai essere in grado di fornirgli un servizio su misura, un trattamento studiato ad personam che lo faccia sentire davvero coccolato ma che sia anche efficace in termini di risultati.

Diventa un professionista competente e dedica tutta la tua professionalità a pazienti che ricorrono al tuo intervento perché sanno che è da te che potranno ricevere cura, attenzione, trattamenti di alto livello e standard qualitativi elevati.

Sono questi i detti che fanno la differenza ed è la tua preparazione che potrà metterti in condizione di dare al paziente il tuo tempo, la tua competenza e risultati eccellenti, sia dal punto di vista del suo benessere che della tua personale soddisfazione.

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