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Un numero sempre maggiore di italiani sceglie di lasciare il Bel Paese per trasferirsi in un altro Stato, e le motivazioni sono le più svariate: la voglia di cambiare il proprio stile di vita, la curiosità di conoscere culture diverse ed arricchirsi, la necessità di poter cogliere possibilità lavorative. 

Appartieni anche tu alla categoria dei globetrotters? Sei un fisioterapista e per ragioni personali hai scelto di traferirti per lavorare come fisioterapista all’estero?

In generale per chi decide di specializzarsi in professioni sanitarie, l’offerta estera è in costante aumento, specialmente se si pensa alla figura professionale del fisioterapista.

Perciò se hai il titolo per esercitare ma vuoi lavorare al di fuori dell’Italia, sei nel posto giusto. Infatti in questa piccola e semplice guida potrai conoscere tutto quello che è necessario per poter svolgere il lavoro di fisioterapista all’estero, senza rischiare di incorrere in ostacoli, impedimenti o altri problemi che potrebbero impedirti di portare avanti la tua carriera e raccoglierne i frutti.

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Come diventare un fisioterapista all’estero: ad ogni paese la sua procedura

Sappiamo bene che potrebbe sembrare strano, ma non sempre i titoli di studio italiani vengono riconosciuti anche all’estero e, di conseguenza, non offrono le stesse possibilità, specialmente se decidi di esercitare la tua professione al di fuori dal territorio europeo. 

In Australia, in America e in molti altri Paesi, per poter svolgere questa professione è necessario compiere, mediante l’Albo nazionale delle Professioni Sanitarie, un processo di comparazione dei titoli di laurea per dimostrare di essere idonei ed abilitati allo svolgimento della professione.

Negli Stati Uniti, ad esempio, serve aver superato con successo il National Physical Therapy Exam (NPTE), conseguibile però solo se in possesso di determinati titoli di studio americani (o comunque comparabili con gli stessi standard formativi), oltre che naturalmente di un certificato di lingua. 

Per poter fare il fisioterapista negli Emirati Arabi è richiesta l’iscrizione presso il DHA, la Dubai Health Authority. Prima di accedere all’iscrizine, tuttavia, è necessario risultare idoneo al test che puoi svolgere sulla piattaforma “Prometric”, ossia un ente internazionale che si occupa di esami e valutazione titoli nel campo delle professioni sanitarie.

Un ulteriore esempio extra – europeo può essere rappresentato dal Canada: in questo stato per poter svolgere il lavoro di fisioterapista, il tuo titolo deve essere approvato dal Canadian Alliance of Physiotherapy (CAPR). Per poter ambire a tale riconoscimento è necessario superare due fasi di qualificazione: l’accreditamento e il PCE – Phisiotherapy Competency Examination (esame di competenza in fisioterapia).

Qualunque Paese tu scelga, è dunque necessario informarti in maniera dettagliata, onde evitare spreco di tempo, di soldi e soprattutto inutili frustrazioni.

Il percorso per il riconoscimento del titolo nei paesi della comunità europea

Lavorare come fisioterapista all’estero può essere un percorso tanto gratificante ed appassionante quanto, almeno nella fase iniziale, complicato.

Tuttavia, negli Stati della Comunità Europea, a partire dal 18 gennaio del 2016 è stata istituita la European Professional Card (EPC) per tutti coloro che hanno il desiderio di svolgere questo lavoro anche in uno stato estero. Ecco cosa c’è da sapere se vuoi ottenerla.

Innanzitutto occorre fare una precisazione circa la European Professional Card: non si tratta di una tessera, di una card fisica, bensì di un processo che permette lo svolgimento di alcune professioni all’interno del territorio europeo. Le professioni contemplate ad oggi, sono:

  • Infermiere
  • Farmacista
  • Fisioterapista
  • Agente immobiliare
  • Guida alpina

La EPC consiste dunque in una procedura che viene svolta per via telematica e con cui, una volta candidato, puoi continuare ad esercitare la tua professione. Ma come si fa a richiederla?

Per poter portare a termine questa procedura è necessario compilare online una domanda apposita, specificando che tale richiesta viene inoltrata per il riconoscimento, nel tuo caso, dell’abilitazione allo svolgimento della professione di fisioterapista. 

La procedura è molto semplice ed intuitiva. Ti viene richiesto innanzitutto di creare un account personale presso il sito ufficiale istituito dall’Unione Europea, raggiungibile tramite il seguente link:  https://europa.eu/youreurope/citizens/work/professional-qualifications/european-professional-card/index_it.htm

Una volta effettuato l’accesso al sito, ti verrà chiesto di seguire alcuni semplici passaggi:

  • Dovrai inserire i tuoi dati personali
  • Creare la domanda per l’European Card
  • Caricare una scansione dei documenti richiesti
  • Presentare alle autorità preposte del tuo paese di origine la documentazione completa

Giunto fino a qui è giusto essere informato del fatto che per ogni domanda inoltrata, sia il Paese di origine che il Paese che ricevente potrebbero, a loro discrezione, richiedere un pagamento per portare a termine l’esame della richiesta. 

Le tempistiche di riscontro in base alla permanenza all’estero

Nel corso della compilazione della domanda sarà necessario indicare, inoltre, per quanto tempo hai intenzione di svolgere la tua professione all’estero.

Meglio approfondire questo aspetto, che si rivelerà importante anche per quanto riguarda il tempo necessario per il rilascio della European Professional Card.

Al momento della compilazione telematica della richiesta, ti sarà chiesto se le tue intenzioni di andare a vivere in un paese dell’Unione Europea diverso da quello di origine siano di natura permanente, proseguendo quindi all’estero la tua professione in modo stabile, oppure se intendi trasferirti per un determinato periodo, lavorando quindi per un tempo limitato. A seconda della scelta varia anche il tempo necessario per l’esame della domanda. 

La domanda effettuata da un candidato che intende svolgere la propria professione all’estero, in questo caso quella di fisioterapista, in maniera permanente, potrà essere processata entro i seguenti periodi di tempo, dall’avvenuta compilazione della stessa:

  • Entro 1 settimana le autorità del Paese d’origine del candidato (in questo caso quelle italiane) confermeranno al richiedente l’avvenuta ricezione della domanda, eventuale documentazione mancante e tariffe applicate.
  • Entro 1 mese le autorità italiane preposte dovranno esaminare la domanda e, in caso di riscontro positivo, la richiesta sarà inoltrata al Paese estero scelto.
  • Entro 3 mesi le autorità del Paese estero dovranno aver preso (e di conseguenza comunicato) una decisione al candidato. Qualora la richiesta non sia stata accolta, il candidato potrà avere la possibilità di sottoporsi a prove attitudinali o a tirocini di adattamento. 

Una volta superate tutte le verifiche necessarie, l’EPC per svolgere il lavoro di fisioterapista all’estero in maniera permanente avrà durata di tempo indeterminato, e quindi non ha una scadenza.

Nel caso in cui la domanda sia mirata a svolgere la professione di fisioterapista in modo temporaneo e quindi per un determinato periodo di tempo, le tempistiche saranno le seguenti:

  • Entro 1 settimana le autorità italiane dovranno confermare al candidato l’avvenuta ricezione della domanda, comunicare eventuale documentazione mancante e tariffe applicate;
  • Le autorità del Paese ospitante dovranno controllare in maniera molto scrupolosa la richiesta. Questo perché, anche se per un breve periodo di tempo, lo svolgimento della professione da parte del candidato esercita un impatto sulla salute (e di conseguenza sulla sicurezza) dei potenziali pazienti.

Nel caso in cui non venissero ritenuti necessari ulteriori controlli, al candidato viene comunicata la decisione dello Stato ospitante entro 3 settimane dall’inoltro della richiesta. Se invece le autorità estere ritengono che siano necessarie ulteriori verifiche, la risposta potrebbe arrivare dopo 1 mese. 

  • Sia in caso positivo che in negativo, il candidato dovrà aver ricevuto una risposta entro 3 mesi. Qualora la richiesta venga respinta, le autorità della nazione estera dovranno comunicare le motivazioni del respingimento della richiesta e le modalità per effettuare un eventuale ricorso.

La tessera europea per lavorare in modo temporaneo all’estero ha una validità di 12 mesi.

Scopri quanto guadagna un fisioterapista all’estero

Dopo esserti fatto un’idea sulle procedure da seguire, in base al Paese in cui intendi trasferirti per diventare un fisioterapista all’estero, vediamo quali sono gli stipendi medi per questa professione nelle varie nazioni straniere. 

Come in tutti i campi, non basta guardare solamente la busta paga alla fine del mese, ma è necessario sapere per cosa si viene pagati.

Naturalmente, più si lavora più lo stipendio sarà alto. In America, ad esempio, lo stipendio base per un fisioterapista è di circa 700 euro al mese. Non molto, si potrà pensare. In effetti non è tanto, ma tale retribuzione si riferisce a un fisioterapista part time e con poca esperienza. Un fisioterapista sportivo, invece, può arrivare a guadagnare fino a 2.090 euro in un mese. Osservando altri Paesi, però, si possono notare cifre molto più alte e appetibili. 

In Spagna, in uno studio ben avviato, un fisioterapista guadagna mediamente 3.000 euro al mese, mentre in Svizzera anche 4.500. Tra gli stati europei in cui si registra un livello retributivo tra i più alti in assoluto, c’è sicuramente il Lussemburgo: circa 6.500 euro al mese.

Offerte di lavoro all’estero

Oltre agli stipendi medi, che possono essere più o meno appetibili, ti sarà anche utile sapere in quali Paesi esteri un fisioterapista ha più possibilità di lavoro.

In Europa, i Paesi in cui si registra un elevato numero di offerte di lavoro nel campo della fisioterapia rispetto ad altri sono principalmente due: la Svizzera e la Francia. Secondo gli ultimi sondaggi delle agenzie di collocamento, infatti, in Europa negli ultimi anni è proprio tra queste tre nazioni che si è registrato il maggior numero di assunzioni di fisioterapisti stranieri. 

Oltre a quelle appena menzionate spicca tra le varie offerte di lavoro anche un’altra nazione: l’Irlanda. Qui infatti, in seguito alla dura crisi economica che ha afflitto lo Stato nel 2008, sono stati stanziati sempre più incentivi per attirare giovani lavoratori, specialmente per quanto riguarda il settore sanitario e di aiuto alla persona come nel caso della fisioterapia. 

Come vedi le possibilità sono tante, non ti resta che coglierle e sfruttare al meglio le tue competenze di professionista.

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